Giro d’Italia a Nordest, superata la prova della gestione congiunta della mobilità

A lavorare ei giorni in cui la carovana rosa è passata da Veneto e Friuli Venezia Giulia sono stati in tutto 9 enti e società. Nella sede di Cav a Mestre è stata approntata una sala di controllo con 53 addetti alla gestione e al coordinamento. L’operazione ha il sapore di una prova generale per un possibile, futuro polo unico polo autostradale

VERONA. La gestione della mobilità a nord est durante l’evento Giro d’Italia è stata un banco di prova ed anche un successo, che ha visto lavorare insieme in maniera coordinata ben nove enti e società.

Il Protocollo d’Intesa tra le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia è stato infatti sottoscritto con Anas (Gruppo FS Italiane), Autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova, Autostrade per l’Italia, Concessioni Autostradali Venete, Autovie Venete, Friuli Venezia Giulia Strade, Veneto Strade, Telepass e Infoblu (Gruppo Telepass).

Tutti hanno cooperato per la gestione integrata dell’informazione all’utenza durante le quattro tappe tra Veneto e Friuli Venezia Giulia del Giro 2022, gestendo tutte le informazioni sul traffico necessarie ad armonizzare le complesse esigenze dell’evento, con la piena regolarità e sicurezza della mobilità stradale e autostradale.

L’adozione del sistema integrato di infomobilità al Giro, nei giorni dal 26 al 29 maggio scorso,

con 520 chilometri percorsi nelle province di Treviso, Udine, Belluno e Verona, è risultata uno strumento indispensabile per il miglioramento della gestione delle informazioni sul traffico in condizioni ordinarie e di emergenza, riuscendo a garantire una proficua gestione ed un accurato coordinamento delle fasi più delicate della competizione e delle criticità che hanno impattato sul traffico, per strade chiuse e deviazioni, disponibilità e ubicazione dei parcheggi, incidenti stradali e varie situazioni d’emergenza, nelle fasi propedeutiche alle tappe, durante lo svolgimento delle stesse, e infine in fase di smobilitazione.

I gestori coinvolti nel progetto, con le due Regioni, hanno approntato una “situation room”, una sorta di “torre di controllo” appositamente allestita presso la sede di CAV a Mestre in cui hanno lavorato 53 addetti alla gestione e al coordinamento, in stretto collegamento con 7 operatori dalla Mobile Control Room, la sala operativa mobile posizionata all’arrivo di ogni tappa, 4 addetti al servizio di staffetta in corsa, più personale tecnico e a supporto delle decisioni. Insomma, un «lavoro collaborativo e coordinato – come lo ha definito il Presidente di A4 Holding Gonzalo Alcade – che potrà essere utile anche per altri eventi, fino alle Olimpiadi di Milano Cortina».

«Un protocollo che altre regioni vogliono già replicare – ha aggiunto la Vicepresidente della Regione Veneto Elisa De Berti – anche perché aumenta la sicurezza stradale e diminuisce l’inquinamento”.

Alla domanda se questo può anche costituire un test per l’auspicata nascita di un polo autostradale unico del nord est De Berti risponde in maniera interlocutoria: «Intanto è un bene che enti pubblici e privati abbiano cominciato a lavorare insieme in una delle zone a più alta concentrazione di traffico d’Italia. È anche vero che queste sono le prime prove che porteranno alla realizzazione comune di futuri progetti».

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