Autostrade Alto Adriatico, Di Pasquale: «Vicini al traguardo. Investiremo 800 milioni»

Anna Di Pasquale, amministratore unico di Autostrade Alto Adriatico

Di Pasquale fa il punto sull’iter burocratico che, dopo le assemblee dei giorni scorsi, dovrebbe condurre all’operatività di Alto Adriatico da inizio 2023. Con la garanzia per i 600 dipendenti di Autovie di mantenere il posto di lavoro e con costi al casello ridotti in prospettiva per gli utenti.

TRIESTE. Da oltre quattro anni alla guida di una società senza dipendenti e con non più di 6 milioni di patrimonio, Anna Di Pasquale, avvocato libero professionista friulano, è all’ultima curva per consegnare a Friuli Venezia Giulia e Veneto altri trent’anni di gestione autonoma delle tratte autostradali, A4 in testa.

«Siamo a un passo dal traguardo», conferma l’amministratore unico di Autostrade Alto Adriatico, la Newco “in house”, vale a dire interamente pubblica, costituita dalle due Regioni (Fvg 67%, Veneto 33%) a inizio 2018 per adeguarsi ai paletti europei che, in presenza di soci privati (banche e assicurazioni detengono circa il 13% delle quote di Autovie Venete, in prorogatio dal marzo 2017), impongono una gara per il rinnovo della concessione.

Di Pasquale, al lavoro senza cercare visibilità in anni in cui sono cambiati governi, ministri e assessori, fa il punto sull’iter burocratico che, dopo le assemblee dei giorni scorsi, dovrebbe condurre all’operatività di Alto Adriatico da inizio 2023.

Con la garanzia per i 600 dipendenti di Autovie di mantenere il posto di lavoro e, a quanto pare, con costi al casello ridotti in prospettiva per gli utenti.

Di Pasquale, che anni sono stati?

« Interessanti e impegnativi dal punto di vista professionale. È il primo progetto in Italia di affidamento diretto di una concessione autostradale a una società partecipata da altre amministrazioni territoriali. Abbiamo dovuto superare per questo innanzitutto il vaglio della Commissione europea, che aveva la necessità di capire l’inquadramento giuridico dell’operazione. Si è scelta la via dell’Accordo di cooperazione orizzontale tra Regione Fvg, Veneto, ministero delle Infrastrutture e Alto Adriatico».

Accordo che ha avuto il via libera dell’assemblea della Newco. Il prossimo passo?

«La firma a Roma su un Accordo che da un lato trasferisce da Autovie ad Alto Adriatico il compito di completare la terza corsia, dall’altro disciplina il rapporto concessorio. Seguiranno i decreti interministeriali sullo stesso Accordo e sulla quota di subentro, con conseguenti registrazioni della Corte dei conti».

Dal visto della magistratura contabile, decorreranno 120 giorni entro i quali Alto Adriatico dovrà pagare quella quota ad Autovie. A quanto ammonta?

«Il calcolo è sostanzialmente fatto sul valore delle opere realizzate da Autovie sottratti gli ammortamenti. La stima al 31 dicembre 2021 è di 530 milioni. Dove troverete le risorse? Attraverso i contratti di finanziamento con Cassa depositi e prestiti e Banca europea per gli investimenti, che potremo chiudere dopo esserci patrimonializzati come da Agreement con Regione Fvg, Friulia e Autovie. Un passaggio contestuale al trasferimento delle quote da Friulia, che detiene il 73% di Autovie, alla Regione e dalla Regione ad Alto Adriatico».

Verserete a quel punto i 530 milioni?

«Non interamente. Una parte sarà compensata da poste di debito e credito che si genereranno con Autovie. Autovie dovrà liquidare i soci privati».

Le risulta che serviranno 150 milioni?

«È un tema tutto in casa di Autovie».

I cittadini si domandano invece se pagheranno più o meno al casello. Come andrà?

«Altra novità è che rientreremo nel sistema dell’Autorità di regolazione dei trasporti, responsabile della definizione del sistema tariffario di pedaggio delle concessioni autostradali».

Concretamente?

«La concessionaria dovrà raggiungere un livello di efficientamento determinata dall’Autorità. Se non ci si arriva, la società ne avrà un danno. Si tratterà di ridurre i costi di gestione. In ogni caso, il piano economico finanziario approvato dal Cipess prevede che la tariffa iniziale sia in linea con quella applicata da Autovie, con un andamento successivo lievemente decrescente».

La percentuale di riduzione?

«Non è possibile prevederlo adesso. I calcoli per definire i pedaggi sono complessi, devono tenere conto nel nostro caso di un subentro a cantieri aperti e delle previsioni sul traffico».

Il piano economico di Alto Adriatico prevede 1 miliardo di investimenti. A quanto ammonta la parte per completare la terza corsia?

«Vale circa 800 milioni».

È compreso anche il tratto Palmanova-Villesse che sembra quasi dimenticato?

« Sì. Nel piano degli investimenti è previsto anche quello».

Che cosa la preoccupa di più?

«Con Cdp e Bei i ragionamenti sui finanziamenti sono avviati da tempo. Tengono anche conto dell’aumento dei costi di cantiere, ma è chiaro che lo scenario internazionale inciderà».

Come sarà strutturata la società?

«Lo statuto prevede l’amministratore unico oppure un consiglio di amministrazione da tre a cinque componenti. Lo decideranno i soci».

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