Ascopiave vira sulle rinnovabili: «I prezzi del gas? Alti per anni»

Il Gruppo di Pieve di Soligo chiude i sei mesi con ricavi di 81,4 milioni (più 23,2%). Cecconato: la siccità ha ridotto del 40 per cento la nostra produzione idroelettrica

TREVISO. Crescono i ricavi di Ascopiave nel primo semestre dell’anno, anche se le condizioni climatiche pesano sull’utile. L’azienda trevigiana, nata con la distribuzione del gas ed energia elettrica, sta infatti allargando le proprie fonti di approvvigionamento ad impianti idroelettrici, eolici e fotovoltaici.

Il Gruppo Ascopiave chiude i primi sei mesi dell'anno con ricavi consolidati a 81,4 milioni (+23,2% sul 2021). L’ampliamento del perimetro alle nuove società acquisite ha comportato l’iscrizione di ricavi per 9,2 milioni, di cui 5,4 milioni relativi ai settori idroelettrico ed eolico e 3,8 milioni relativi al settore della distribuzione gas.

L’utile è di 23,2 milioni di euro (-13,8%), cresce il margine operativo lordo che raggiunge i 36 milioni (dai 31,6 nel primo semestre 2021) e cresce anche la Posizione Finanziaria Netta, ora pari a 501,3 milioni. «Questo bilancio è positivo, anche se condizionato da fattori esogeni, tra cui le riduzioni tariffarie disposte da Arera - spiega il presidente di Ascopiave, Nicola Cecconato - e la siccità, che ha ridotto sensibilmente la fonte idroelettrica. I nostri impianti idroelettrici stanno infatti producendo energia per il 40% in meno rispetto al normale andamento. A questo si sommano i provvedimenti del governo, che pesano per 4,7 milioni di euro sui nostri conti».

Nel corso del primo semestre il gruppo ha realizzato investimenti in immobilizzazioni immateriali e materiali per 26,8 milioni (4,2 milioni in più del primo semestre 2021) principalmente riguardanti lo sviluppo, la manutenzione e l'ammodernamento delle reti e degli impianti di distribuzione del gas.

A gennaio scorso Ascopiave ha acquisito una partecipazione del 60% nel capitale di Salinella Eolico, che ha in previsione la realizzazione di un parco eolico in provincia di Catanzaro con potenza nominale sino a 21 MW (parte dei quali già autorizzati dalle autorità competenti e parte in fase avanzata di autorizzazione).

La costruzione del parco eolico, che verrà eseguita da Renco, comporterà un investimento complessivo di circa 30 milioni. Perfezionata poi l’acquisizione della maggioranza in Eusebio Energia, che dispone di 22 impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, di cui 21 centrali idroelettriche, per una potenza complessiva di 44 MW, in Lombardia e Veneto e un parco eolico, composto da 14 pale da 1 MW ciascuna, in Campania.

«Vogliamo affiancare sempre più al nostro core business della distribuzione del gas, l'energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili - aggiunge il presidente Cecconato - e sono pronti nuovi investimenti, anche in provincia di Treviso, che interessano il fotovoltaico e idrogeno. Prossimamente amplieremo gli investimenti nell’eolico, dove siamo già presenti».

Intanto il mercato del gas e della elettricità deve far fronte alla forte impennata dei prezzi e lo stop alle importazioni dalla Russia.

«Grazie all’incremento dei stoccaggi, navi rigassificatrici e accordi a livello internazionale, si andrà a sostituire quasi completamente la fornitura di gas proveniente dalla Russia - conclude il presidente di Ascopiave - problemi di mancanza di combustibile fossile non ci saranno. Altro discorso è invece quello relativo ai prezzi. Qui siamo soggetti a pesanti influenze speculative. Tutto è iniziato con la ripartenza post-Covid, dove si è innescato un disequilibrio tra domanda ed offerta. Poi si è inserita la guerra in Ucraina. I future sul prezzo del gas indicano dal prossimo anno una leggera flessione, ma i prezzi rimarranno alti per i prossimi anni».