In evidenza
Sezioni
Quotidiani GNN

I porti del Nordest: polo logistico unico per attrarre investitori

L’economia marittima vale complessivamente 51,2 miliardi: il dossier di Srm (Intesa San Paolo) sul regime di porto franco in Europa. Le Zls di Trieste e Porto Marghera possono essere un notevole motore di sviluppo

Nicola Brillo
2 minuti di lettura
WDPhotography w.dabala@gmail.com 

VENEZIA. Le Zone Logistiche Semplificate (Zls) dei porti sono al nastro di partenza e vanno ad inserirsi in un contesto, quello del Mediterraneo, che appare essere sempre più centrale nelle dinamiche dell’economia globale: il 20% del traffico marittimo e il 27% di quello containers passa infatti dal Mediterraneo, che rappresenta solo 1% dei mari.

Quest’area è anche quella, dopo l’Asia, ad avere le migliori previsioni di crescita: +3,6% il Nord Africa nel periodo 2021-2026 contro una media Mondo del +3,1% Una sfida per i porti del Nordest.

«Dopo pandemia e guerra in Ucraina, le prospettive future lasciano ben sperare - commenta Alessandro Panaro, responsabile del servizio di economia marittima di Srm, centro studi collegato al gruppo Intesa Sanpaolo -. Le sfide però sono cambiate, l’obiettivo non è più solo di attirare traffico, ma occorre anche diversificare le proprie attività. Tre gli asset di sviluppo: sostenibilità, intermodalità e digitalizzazione. Le risorse dell’Unione Europea sono orientate su questi driver, che danno più efficienza al porto e lo rendono capace di resistere agli shock economici».

I porti italiani che sono dotati di Zone Franche hanno avuto una crescita dell’indice di connettività decisamente più elevati dei porti senza. Contemporaneamente il traffico containers è cresciuto in media dell’8,4% e l’export del 4% annualmente.

(ansa)

Le Zls di Porto Marghera e Trieste si collocano dunque in un contesto particolarmente favorevole e possono rappresentare una notevole spinta per rilanciare i porti come poli di sviluppo, attrarre investimenti esteri e reshoring.

«Ai porti di Veneto e Friuli Venezia Giulia serve maggiore sviluppo, la capacità di aggredire nuovi mercati, in particolare quelli del Centro Europa, grazie alle connessioni intermodali, e verso i porti del Nord Africa, regione con una grandissima potenzialità di crescita nei prossimi anni - aggiunge Panaro -. Si tratta di rotte ideali per i nostri armatori, che sono specializzati proprio nei collegamenti di corto raggio».

Trieste è già un porto molto forte e ben connesso (oltre 9.000 treni) con importanti sinergie con gli interporti che lo circondano; gli investimenti nella nuova piattaforma logistica gli daranno ulteriore linfa in termini di traffico.

Anche Marghera lavora molto con l’intermodale, ha totalizzato 5000 treni nel 2021. Ora il Pnrr chiama il porto a nuove sfide, con il potenziamento dell’ultimo miglio, l’elettrificazione delle banchine e la sfida dei container.

«La Zls può essere utile a disegnare un nuovo progetto di sviluppo, che metta in sinergia l’industria con la logistica, ma occorre migliorare le connessioni - aggiunge Panaro -. Inoltre bisogna attivare un’intensa azione di promozione da parte delle istituzioni a tutti i livelli, a livello internazionale devono stringere accordi per portare a Marghera le multinazionali».

Un esempio interessante è Tanger Med, la free zone marocchina, che unisce bassa tassazione, porto che serve 140 destinazioni mondiali e multinazionali che hanno sede nella zona retrostante.

Tra queste la Renault, che produce lì oltre 140mila auto all’anno e le invia in tutto il mondo. Anche i porti di minore dimensione, a fianco di quelli principali, hanno grande potenzialità: Trieste con Monfalcone ed anche porto Nogaro (che non fa parte dell’Autorità di Sistema), oppure Chioggia con Venezia.

«Razionalizzando il traffico queste infrastrutture possono trovare segmenti per servire al meglio il sistema produttivo locale - conclude Panaro -. La valorizzazione dei porti di minore dimensione è un’altra strada che dovrebbe essere intrapresa per fare investimenti mirati. Alcuni potrebbero sviluppare il segmento delle crociere, con navi di minore dimensione, oppure traffici energetici (esempio il Gnl) ».

nordesteconomia@gedinewsnetwork.it

I commenti dei lettori