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Interporto Pordenone raddoppia le tratte tra Italia e Germania

Intermodalità rafforzata sulla linea Duisburg Hohenbudberg La città tedesca snodo anche per Svezia e Gran Bretagna

Paola Dalle Molle
2 minuti di lettura

PORDENONE. L’Interporto di Pordenone raddoppia dal 5 settembre l’offerta di servizi intermodali tra Italia e Germania. L’operatore intermodale Hupac, il colosso svizzero specializzato nel trasporto combinato gomma-ferrovia che gestisce il terminal ferroviario, ha infatti avviato l’incremento di frequenza delle linee Duisburg Hohenbudberg – Pordenone passando da 3 a 6 rotazioni (andata e ritorno) a settimana su cui possono viaggiare unità con profilo P400.

« La congiuntura economica è difficile ma siamo soddisfatti – sottolinea il Presidente di Interporto Pordenone, Silvano Pascolo – infatti, questo incremento dei servizi intermodali si sviluppa nonostante la grave situazione economica del momento legata a molteplici fattori: la guerra in Ucraina, il caro- energia, l’inflazione. Si tratta di una scelta importante che comprova le indicazioni progettuali avviate in questa direzione da Interporto». Infatti, l’aumento delle frequenze dei viaggi intermodali si dimostra in linea con i programmi di sviluppo promessi da Hupac, inoltre, intende dare stabilità al servizio (adatto agli adatti a semirimorchi P400) partito nel 2019.

Il link tra il Nordest italiano e il terminal Duisburg Logport III (Hohenbudberg), viaggia via Tarvisio e in origine era stato pubblicizzato per i collegamenti verso la Scandinavia.

A ottobre sarà avviata una nuova tratta verso la Polonia mentre a fine anno saranno completate 5 rotazioni su Rotterdam.

Per la linea Duisburg, la notizia si affianca alla recente comunicazione con cui il governo tedesco ha varato l’ordinanza, in vigore per sei mesi, che fissa come prioritario il trasporto di carbone e di altri prodotti energetici ma anche di trasformatori di grandi dimensioni sulla rete ferroviaria del paese come misura per garantire gli approvvigionamenti a centrali e raffinerie e quindi la produzione di energia.

Si tratta di “corridoi ferroviari energetici” per rispondere all’emergenza legata al settore energia ma legata anche alla ricerca di alternative ottimali per i trasporti e per superare i grossi problemi di navigabilità del Reno causati dalla siccità. Inoltre, il collegamento con Duisburg conferma quali siano i principali mercati di sbocco delle esportazioni pordenonesi: l’Europa centrale e quella occidentale, visto che la cittadina tedesca è anche lo snodo per le merci dirette Svezia, Gran Bretagna e la stessa Germania.

Interporto di Pordenone grazie allo scalo con standard europei e la presenza dei corridoi Adriatico Baltico da una parte e quello mediterraneo dall’altra, rappresenta uno snodo importante verso le varie direttrici e un raccordo con gli altri scali del Nordest. La piattaforma intermodale si sviluppa su un’area di 160mila metri quadri, ha quattro binari di trasbordo per treni standard lunghi 750 metri, tre binari di presa-consegna elettrificati, tre gru gommate, una potenzialità di 10 treni/giorno e una superficie di stoccaggio di 50mila metri quadri. I piazzali sono dimensionati per consentire tutte le operazioni di gestione dei veicoli e delle unità di trasporto, in totale comodità e sicurezza.

Infine, i dati di Interporto confermano l’andamento positivo: 800 circa sono le persone impiegate, 82 le aziende insediate all’interno della struttura dal capoluogo. Queste esprimono un fatturato annuo di 183 milioni, in totale. Si tratta del risultato di strategie di investimento, 80 milioni negli ultimi 15 anni, sostenute dalla regione Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Pordenone e dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine.

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