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Agsm Aim, acque agitate in attesa che si chiarisca il mancato acquisto di Compago

Lunedì 28 è stato convocato il consiglio di amministrazione della società energetica di Verona e Vicenza

Edoardo Bus
Aggiornato alle 3 minuti di lettura

Agsm Aim sempre più nella bufera e in attesa che la questione del mancato acquisto di Compago si chiarisca. Lunedì 28 è stato convocato un Consiglio di amministrazione della società energetica (nata a gennaio 2021 dalla fusione tra AGSM Verona e AIM Vicenza, partecipata al 61,2% dal Comune di Verona e al 38,8% dal Comune di Vicenza), che dovrebbe finalmente esaminare tutti i pareri e le perizie che sono state richieste sul reale valore della società milanese Compago.

In proposito vale la pena di ricordare che Agsm Aim Energia aveva, attraverso il l’AD del Gruppo Stefano Quaglino, firmato un contratto preliminare che impegnava la società ad acquisire il 100% di Compago per un valore di 67 milioni. Su quella cifra erano poi stati avanzati dubbi di congruità in particolare da parte dei consiglieri vicentini e, a poco a poco, l’”affare” è sfumato fino ad arrivare alla vicenda che si sta consumando in questi giorni.

Molto diversa la versione che arriva da ambienti vicino a Compago – che ufficialmente non parla – che sostengono invece trattarsi di un contratto definitivo (e non preliminare) per l’acquisto del 35% della società (e non della totalità), che impegnava al versamento di un anticipo tra i 7 e i 10 milioni di euro. Un investimento – dicono le fonti vicine alla società – che, grazie all’attività di approvvigionamento di Compago, genererebbe circa dieci milioni di marginalità all’anno per Agsm Aim.

Lunedì, quindi, si chiariranno i dubbi sulla questione e si capirà cosa pensano della vicenda il consigliere vicentino Fabio Sebastiano, che è stato incaricato dal Cda degli approfondimenti su Compago anche in virtù del suo essere un avvocato con specializzazione in diritto societario, e con lui gli advisor incaricati, ovvero la società Intermonte – il cui Cda si riunisce oggi per deliberare sulla perizia che stabilisce il valore esatto di Compago – e lo studio legale di Michele Giuseppe Ambrosini.

Un altro parere tecnico era già stato richiesto da Agsm Aim Energia al Politecnico di Milano e anche questo verrà esaminato, pur essendo già stato depositato e di cui si vocifera che sia contrario all’operazione di acquisto. Il Consiglio di amministrazione, poi, dovrebbe anche deliberare in merito alla convocazione di una assemblea che è stata sollecitata dal socio di maggioranza Comune di Verona che, ha sfiduciato il presidente Stefano Casali e la consigliera veronese Francesca Vanzo lamentando mancanza di relazione, asserendo quindi il venire meno del legame fiduciario.

A Vicenza, dove la bufera è partita, con la fronda contro l’operazione Compago fortemente voluta dall’amministratore delegato Stefano Quaglino, ora tutto tace. A Verona, invece, si fa notare per interventismo il Sindaco Damiano Tommasi che, dopo aver incontrato personalmente i tre “veronesi” del Cda (Casali, Vanzo e Quaglino) ha messo la prua contro i primi due e non ha chiarito l’atteggiamento nei confronti di Quaglino che, secondo l’intero Cda e il collegio sindacale, sarebbe colpevole di un’operazione sbagliata, quella appunto su Compago.

Ma chi è Compago? Compago Srl è una holding attiva nel settore dell’energia e dell’elettricità, la cui quota di maggioranza appartiene alla Famiglia Pozzi. Compago detiene partecipazioni in tre società, che sono Compagnia Energetica (partecipazione del 100%), attiva nel mercato della vendita di gas ed energia elettrica sull’intero territorio nazionale, verso privati, PMI, industrie, pubbliche amministrazioni, condomini e reseller, con la quota di clientela diretta che costituisce la componente prevalente della marginalità della società. Inoltre, Compago controlla KWANTO Srl, una società IT di servizi digitali specializzata nello sviluppo di software, e ONKI S.r.l., fondata con l’obiettivo di sviluppare l’offerta commerciale nel settore energy esclusivamente su canali digitali per clientela domestica. Il 28 novembre, forse, si capirà se si è tratta di un’azienda che avrebbe consentito a AGSM AIM una crescita sul mercato energetico, acquisita al giusto valore, o invece un boccone indigesto.

Il sindaco Damiano Tommasi ha chiesto la convocazione dell'assemblea dei soci per il giorno 3 dicembre. La lettera - con formale richiesta - è stata inviata giovedì agli amministratori di Agsm-Aim (Stefano Casali, Gianfranco Vivian, Stefano Quaglino, Francesca Vanzo, Anna Massaro e Fabio Sebastiano) e ai componenti del collegio sindacale (Gaetano Terrin, Gabriele Pasquini, Chiara Zantedeschi, Alessandra Bassi e Antonio Gennarelli). Informato anche il sindaco di Vicenza Francesco Rucco.
All'ordine del giorno, c'è la revoca dall'incarico del presidente di Agsm-Aim Stefano Casali e della consigliera di amministrazione Francesca Vanzo per venir meno del rapporto fiduciario con il socio di maggioranza Comune di Verona, come già illustrato nella lettera di richiesta di dimissioni formalizzata a Casali e Vanzo con apposita nota venerdì scorso nella quale il sindaco confermava le proprie perplessità circa le azioni intraprese, a maggioranza, dal consiglio di amministrazione nell'ambito della gestione degli effetti conseguenti alla sospensione dell'operazione "Compago", con particolare riferimento alla delibera del 20 ottobre, con la quale sono state revocate le principali deleghe assegnate al consigliere delegato di designazione veronese, e agli atti successivamente posti in essere dal consiglio stesso.

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