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Agsm Aim, tutti contro tutti: bocciato l’affare Compago

Il cda riunito a Vicenza abbandona il discusso accordo di acquisizione delegittimato l’ad Quaglino. Il sindaco Tommasi sfiducia il presidente Casali

Edoardo Bus
1 minuto di lettura

Stefano Quaglino

 

Nonostante la perentoria richiesta del sindaco di Verona Damiano Tommasi di sospendere la seduta di ieri, il cda di Agsm Aim si è invece tenuto e ha concluso che l’acquisizione di Compago sarebbe stata un danno patrimoniale per la società energetica. In conseguenza di questo fatto ha clamorosamente deliberato che il primo punto della prossima Assemblea degli azionisti sia la revoca dell’amministratore delegato Stefano Quaglino per giusta causa, con conseguente azione di responsabilità.

Il consiglio, riunito a Vicenza, ha di fatto optato per il definitivo abbandono dell’operazione di acquisizione – a suo tempo voluta dall’amministratore delegato Stefano Quaglino – confortato dai pareri indipendenti di ben tre società, ovvero Intermonte (principale investment bank indipendente sul mercato italiano), lo studio legale di Michele Giuseppe Ambrosini e la Ref Ricerche del professor Bianchini.

A questo punto sarà interessante capire quale sarà il destino di Quaglino, delegittimato dal suo cda ma apparentemente sostenuto ancora dal principale azionista della società veronese-vicentina, ovvero il Comune di Verona, forte del suo 62%. Appare invece segnata la sorte del presidente Stefano Casali e della consigliera di amministrazione Francesca Vanzo contro i quali Tommasi ha fatto azioni inequivocabili.

Prima ne ha chiesto le dimissioni, senza peraltro ottenerle, motivandole con un generico venir meno del rapporto fiduciario; poi ha indetto un’assemblea, fissata inizialmente il 3 per poi essere convocata il 7 dicembre, per la revoca dell’incarico dei due; infine ha addirittura aperto un bando pubblico per individuare le figure che dovranno sostituirli, una “ricerca di personale” che scadrà alle 13 del 2 dicembre.

Tutto questo avviene in un clima di tempesta totale. In azienda, la cui operatività è praticamente bloccata da circa due mesi, con l’ad privato delle principali deleghe; in Consiglio comunale a Verona, dove maggioranza e opposizione sono agli stracci e si scambiano accuse di fuoco; addirittura tra i due soci, ovvero le amministrazioni di Verona e Vicenza, visto che il sindaco di Vicenza Rucco si trincera dietro un gelido mutismo e Tommasi ha risposto negativamente alla richiesta di incontro pervenuta nei giorni scorsi dagli amministratori vicentini di Agsm Aim e dal collegio sindacale, motivandone l’impossibilità per l’assenza di elementi concreti e della serenità e fiducia necessari per svolgere un’attenta analisi dei fatti e assumere decisioni concordi e coerenti.

Insomma, non resta che attendere l’assemblea di mercoledì 7 per capire come andrà a finire e se davvero lo “spoils system” – la pratica politica secondo cui gli alti dirigenti della pubblica amministrazione cambiano con il cambiare delle maggioranze – vale davvero anche per una Spa da 1,2 miliardi di fatturato e duemila dipendenti. —

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