Veneto: 93 vertenze aziendali gestite dall'unità di crisi

"Siamo un modello che funziona da esportare" dice l'assessore al lavoro Elena Donazzan. Le crisi affrontate interessano soprattutto il settore metalmeccanico (oltre 30 casi), il tessile (10 casi), l'edilizia (5 casi), la Gdo

Novanta tre casi complessi di crisi aziendali, 33 dossier attualmente aperti, 21 tavoli di confronto in corso con il Ministero per lo Sviluppo Economico: sono i numeri dell’’Unità di crisi’ del Veneto, la task-force di esperti creata tra Regione Veneto e Veneto Lavoro in collaborazione con l’Unità gestione vertenze del ministero per lo Sviluppo  economico per affrontare trasformazioni, ristrutturazioni, chiusure e riconversioni industriali.

A fotografare quattro anni di attività dell’Unità di crisi, dal 2012 al 2015,  è stato il seminario  "La gestione delle crisi aziendali: dalla difesa alla creazione dei posti di lavoro" promosso dalla Regione del Veneto, al  palazzo Grandi Stazioni di Venezia, presenti l’assessore regionale al lavoro e alla formazione, il direttore di  Veneto Lavoro Tiziano Barone e il responsabile dell’Unità gestione vertenze del Ministero per lo sviluppo economico, Giampietro Castano.  

Il servizio dell’Unità di crisi, gestito da Veneto Lavoro, è operativo in Veneto a partire dal 2012 con l’obiettivo di sostenere le imprese in particolari momenti di difficoltà, aiutarle a riconvertirsi e tutelare i posti di lavoro, in dialogo costante con le istituzioni locali, le parti sociali  e il ministero per lo Sviluppo Economico.

Le crisi affrontate interessano soprattutto il settore metalmeccanico (oltre 30 casi), il tessile (oltre 10 casi), l'edilizia (5 casi), la grande distribuzione e il trasporto aereo. In media il percorso di monitoraggio, gestione e sigla degli accordi ha richiesto un anno, ma non mancano situazioni complesse che hanno impegnato l’unità di crisi in percorsi di mediazione e ristrutturazione durati anche 4 anni.

“In Veneto abbiano strutturato un modello – ha sottolineato l’assessore regionale al lavoro – fondato sul confronto continuo con tutte le parti interessate e in sinergia con l’unità gestione vertenze del Mise.  Ottenere gli  ammortizzatori sociali è solo un pre-requisito di sicurezza: il vero obiettivo è difendere il patrimonio delle aziende, il management, i lavoratori, i loro prodotti, la storicità di produzioni e di marchi che hanno fatto la storia imprenditoriale del Veneto”.

Tra gli esempi presentati al seminario il caso di Electrolux, che ha visto l'intervento congiunto della Regione Veneto con il Ministero dello Sviluppo Economico e l'utilizzo del fondo per la crescita sostenibile per il rilancio dell'azienda degli elettrodomestici.

E poi l'esperienza veneta dei 5 casi di "workers buyout" con i dipendenti di D6C di Padova, della tipografia Zanardi di Padova, della Kuni di Rovigo, di Sportarredo di Venezia e, ultima in ordine di tempo, della Berti di Tessera che, affiancati da Legacoop, hanno rilevato l’azienda, costituendosi in cooperativa e diventando imprenditori di se stessi.  Infine, la Grimeca di Ceregnano (Rovigo), l’azienda di meccanica e componentistica passata dallo stato di liquidazione al pieno rilancio dell’attività produttiva.