Veneto, 212 crisi aziendali nei primi sei mesi, la metà rispetto al 2015

In flessione anche il numero dei lavoratori coinvolti e i licenziamenti collettivi

VENEZIA  - Nella prima metà del 2016 le imprese che in Veneto hanno comunicato l'apertura formale di un procedimento per crisi aziendale sono state 212, per un totale di 295 comunicazioni complessive, circa la metà rispetto allo stesso periodo del 2015.

Dimezzato anche il numero dei lavoratori coinvolti, dagli oltre 12mila dell'anno scorso ai 6.840 di quello in corso.

Diminuiscono anche i casi per i quali si è giunti alla firma tra le parti sociali di un verbale di accordo (o mancato accordo) per la gestione della crisi, con conseguente ricorso alla Cassa integrazione straordinaria o alle procedure di licenziamento collettivo: tra gennaio e giugno 2016 sono stati 261, a fronte dei 517 dello stesso periodo del 2015.

In calo i licenziamenti collettivi, che hanno coinvolto 2.854 lavoratori (erano 3.780 nel 2015), portando il numero di lavoratori in lista di mobilità a poco più di 21mila, circa 6mila in meno rispetto a giugno 2015.

Sono i numeri dell'ultimo report sull'impatto occupazionale delle crisi aziendali regionali, curato dall'Osservatorio & Ricerca di Veneto Lavoro e con dati aggiornati al secondo trimestre 2016.

"In questi anni - afferma l'assessore veneto al lavoro Elena Donazzan - la Regione ha sempre cercato di offrire autentico supporto alle aziende nei momenti di maggiore difficoltà, per non lasciarle sole e in balia della crisi economica e delle sue ricadute. Chiave di volta è stata l'Unità di crisi di Veneto Lavoro che in pochissimo tempo ha maturato una significativa esperienza, seguendo le aziende sin dall'inizio, immaginando strumenti, dialogando con il sindacato, attivando procedure, occupandosi del rilancio dell'attività in tutte le sue potenzialità, coinvolgendo soggetti diversi, mettendo in piedi un vero e proprio modello da esportare, visto che siamo stati gli unici in Italia a dotarci di una tale struttura".

Riguardo agli ammortizzatori sociali, l'Inps segnala un lieve aumento delle ore autorizzate di Cassa integrazione ordinaria, passata da 9,3 milioni a 11,1 milioni, anche se i dati dei primi mesi del 2016 potrebbero essere condizionati dall'adeguamento delle procedure amministrative previsto dal decreto legislativo 148/2015.

In calo sia la Cassa integrazione straordinaria (quasi 16 milioni di ore autorizzate, il 23% in meno rispetto al 2015) che quella in deroga, utilizzata per 1,2 milioni di ore da 7.300 lavoratori, meno della metà di quanti hanno effettuato almeno un'ora di Cigd nei primi sei mesi dell'anno scorso.