Treviso, imboccata l'uscita dalla crisi

A dirlo è la Cisl di Treviso-Belluno che riepiloga i dati sull'andamento positivo dell'occupazione

TREVISO - In provincia di Treviso l'80% delle persone assunte nel 2015 con gli incentivi del Jobs Act (decontribuzione Inps in primo luogo) sono ancora al loro posto e, sull'altro lato dello scenario, nei primi cinque mesi del 2017 oltre duemila dipendenti hanno presentato dimissioni volontarie per passare ad un'altra occupazione.

A dirlo è l'analisi della Cisl di Belluno-Treviso, secondo la quale la ripresa dell'occupazione si sta consolidando ed il tasso dei senza lavoro è sceso nel 2016 al 7% (lo 0,7% in meno rispetto all'anno precedente).

Cifre che testimoniano ormai una stabilità di uscita dalla crisi.

I dati sono stati commentati dal segretario del sindacato territoriale, Cinzia Bonan, ed il segretario Alfio Calvagna.

Nel dettaglio, favorita da una crescita delle esportazioni (+6,7% nel trimestre), la ripresa riguarda soprattutto i comparti del legno arredo, delle costruzioni e dei servizi, con una accentuazione nell'agricoltura con il traino dell'effetto-prosecco.

A fronte di flessioni dei contratti a tempo indeterminato (le assunzioni passano dal 13,9% del totale nella prima frazione del 2016 al 12,4% fra gennaio e marzo 2017), e di quelli a tempo determinato (dal 45,5% al 45,1%), risultano in crescita i nuovi contratti di apprendistato e di somministrazione.

Se il saldo fra assunzioni e cessazioni nel trimestre è positivo per 7.600 unità, comunque, la componente prevalente (4.860) riguarda i nuovi assunti di sesso maschile e gli under 30.