Lavoro, l'80% dei lavoratori dipendenti con il contratto nazionale scaduto

Lo rileva la Cgia di Mestre la quale, su base Cnel, osserva che i contratti collettivi nazionali di lavoro vigenti in Italia erano, a fine 2019, 922. Di questi, 126 sono in scadenza quest'anno. Entro il 2020 si prevede un milione di occupati in meno

VENEZIA.Oltre l'80% dei 12,6 milioni di lavoratori dipendenti del settore privato in Italia ha il contratto di lavoro scaduto ed entro il 2020 si prevede un milione di occupati in meno. Lo rileva la Cgia la quale, su base Cnel, osserva che i contratti collettivi nazionali di lavoro vigenti in Italia erano, a fine 2019, 922. Di questi, 126 sono in scadenza quest'anno.

Dal dicembre 2012, lo stock complessivo dei contratti è salito del 67%. Il settore con il più alto numero di contratti è il commercio (244). Poi gli enti e istituzioni private (114), edilizia (75), trasporti (70), agricoltura (53), aziende di servizi (47), poligrafici e spettacolo (43), alimentaristi-agroindustriale (42), metalmeccanici (36), chimici (33), tessili (29), credito e assicurazioni (28) e Pa (19).

«Vista la caduta verticale dei consumi delle famiglie e l' andamento dell'inflazione che nel corso dell'anno scivolerà verso il quadrante negativo, - spiega Paolo Zabeo - c'è la necessità di appesantire le buste paga per dare un impulso alla ripresa della domanda interna. Ovviamente, ciò deve avvenire senza aumentare i costi fissi in capo alle aziende che, in questo periodo, non dispongono di risorse aggiuntive per farvi fronte. Pertanto, una strada percorribile potrebbe essere quella di ridurre per legge il costo del lavoro in capo ai dipendenti, in modo tale da trasferire questo risparmio fiscale e/o contributivo nelle tasche degli operai e degli impiegati».