Artigiani, a Padova 7 su 10 investono nel digitale: ma a settembre stop allo smart working

La cultura digitale trova però ancora resistenze, visto che solo il 4% delle aziende che hanno fatto ricorso allo smart working dichiara di voler proseguire su questa strada in futuro

PADOVA. Le imprese artigiane padovane reagiscono all’emergenza Covid puntando sulla trasformazione digitale. Sono 7 su 10 quelle che hanno deciso di investire in infrastrutture hardware, la metà in nuovi software gestionali, il 44% in connessioni internet veloci, il 47% ha partecipato ad attività formative online. La cultura digitale trova però ancora resistenze, visto che solo il 4% delle aziende che hanno fatto ricorso allo smart working dichiara di voler proseguire su questa strada in futuro. E solo il 7% intende continuare ad utilizzare piattaforme di videoconferenza.
 
I dati emergono da una indagine condotta online da CNA Padova tra i propri iscritti nel periodo dal 22 luglio al 3 agosto, a cui hanno partecipato poco meno di 300 imprese. Un’indagine che nasce per evidenziare i tratti distintivi della crisi economico-sanitaria post-Covid, le ripercussioni e le reazioni del tessuto economico padovano.
 
«Dallo studio emerge che molte imprese hanno investito in strumenti digitali. Ora bisogna dare continuità a coloro che hanno intrapreso questo percorso di innovazione» dichiara il presidente di CNA Padova Luca Montagnin. «C’è ancora lavoro da fare, tuttavia, affinché la cultura digitale si affermi pienamente. Se da un lato è centrale insistere sulle competenze, interne ed esterne all’impresa, vanno dall’altro sostenuti gli investimenti innovativi fatti e facilitati quelli ancora da fare: penso ad esempio a bandi per il sostegno all'acquisto di strumenti e consulenze per il digitale».
 
I dati dell’indagine
 
La crisi causata dall’emergenza Covid ha colpito duramente il tessuto produttivo padovano: l’unico aspetto positivo è stato proprio la necessità imposta alle imprese di evolvere verso la digitalizzazione per supportare le attività a distanza. Il 69% delle aziende ha dichiarato di aver fatto acquisti in infrastrutture hardware (computer, stampanti, scanner, server, etc.), il 47% in software gestionali o per la connessione remota, il 44% in connessioni internet veloci, il 33% in valorizzazioni dei propri siti internet e quasi due su dieci (18%) in sistemi di e-commerce. Si tratta di investimenti “obbligati” ma che avranno sicuramente impatto e beneficio in tempi, si spera, migliori e di vera ripresa dell’attività.
 
L’indagine di CNA evidenzia tuttavia che c’è ancora molto da fare perché la “cultura digitale” si affermi nel tessuto imprenditoriale padovano: sebbene il 35% delle imprese abbia usato piattaforme di videoconferenza per comunicare con clienti e fornitori, il 57% abbia partecipato ad attività di formazione online ed il 20% abbia usato lo strumento dello smart working per i propri dipendenti, solo proporzioni molto marginali affermano che ne faranno utilizzo anche in futuro (4%).
 
Per quanto riguarda le azioni da mettere in campo per ripartire più rapidamente le opinioni si dividono: è il 27% del campione a pensare che sia necessario acquisire nuove competenze digitali, mentre le altre risposte si dividono tra chi cercherà nuovi mercati o segmenti di clientela (37%), chi svilupperà nuovi prodotti o servizi (33%), chi tenterà collaborazioni con altre imprese (25%) anche in ottica di introdurre innovazioni nella propria azienda (21%).
 
Ecco i dati del sondaggio