«Con il Covid ogni padovano ha perso ricchezza per 1.700 euro»

Cna, Upa Confartigianato e Confapi valutano le stime relative alla flessione del Pil locale

PADOVA.

«Pure nel pieno di un’emergenza sanitaria senza precedenti, possiamo dire che il Covid ha dato a parte del manifatturiero un vantaggio competitivo importante: ha permesso il ritorno in patria di molte produzioni che si erano trasferite con la globalizzazione in Paesi lontani che ora faticano ad esportare i loro manufatti. Un secondo lockdown rischia di vanificare anche questo effetto».

Sono estremamente preoccupati i rappresentanti di alcune delle più importanti categorie degli artigiani e della piccola impresa industriale. Per Cna, Upa Confartigianato e Confapi infatti le stime relative alla flessione del Pil locale, finora contenute da un terzo trimestre molto positivo, rischiano di sprofondare nel baratro con una nuova chiusura sotto Natale. «Fino ad ora le stime relative alla flessione del Prodotto interno lordo locale si aggirano intorno ad un 9, 4%» spiega Luca Montagnin presidente di Cna Padova.

«Un colpo durissimo alle capacità di spesa di imprenditori e dipendenti. Chi ha potuto beneficiare della Cassa integrazione Covid, nello specifico dell’Fsba artigiana, ha visto il suo stipendio ridotto per lo meno all’80%. Ad alcuni imprenditori, soprattutto i più piccoli, è andata anche peggio: per alcuni comparti, come i servizi alla persona o il turismo, le flessioni dei fatturati hanno superato anche il 50%. Numeri difficili da affrontare anche senza una nuova chiusura invernale». Uno studio di Upa Confartigianato stima in 1. 767 euro per abitante la perdita di ricchezza che il Covid produrrà, tra 2020 e 2021, su ogni cittadino padovano che sia un ultra ottantenne o un neonato.

«Sono numeri che colpiscono e che raccontano di un’incertezza perdurante anche nel 2021» dichiara Roberto Boschetto, presidente di Upa Padova. «Gli effetti Covid sui consumi rischiano di essere durissimi: solo con l’annuncio delle prime misure di contenimento del virus, i servizi alla persona hanno visto incassi ridotti anche di oltre il 30% in una sola settimana. In questo contesto vedere che l’Esecutivo scommette sui monopattini e non riesce neppure a gestire il meccanismo da se stesso ideato per permettere ai cittadini di accedere agli incentivi è scoraggiante: abbiamo bisogno di progetti seri e di efficienza, non di improvvisazione e superficialità».

E tuttavia, pure in un contesto così complesso, alcuni lati positivi emergono: il Covid ha puntato il dito sulle debolezze della globalizzazione ed ha spinto molte filiere a riportare le produzioni sul territorio locale. «I blocchi alle frontiere e le oggettive difficoltà di esportazione delle merci da parte di alcuni Paesi emergenti ma piuttosto deboli come India Brasile e così via» conclude Carlo Valerio presidente di Confapi Padova «ha spinto molte grandi imprese a riportare alcune produzioni entro i confini , nel nostro caso l’Europa. Un vantaggio di cui il manifatturiero padovano sta godendo già ora ma che potrebbe essere messo in crisi da un nuovo lockdown». —