Ipl, la pandemia ha accelerato i processi di cambiamento nel mercato del lavoro

Secondo i dati dell'edizione autunnale del Barometro Ipl il 75% dei lavoratori dipendenti altoatesini ha avuto l'opportunità, negli ultimi dodici mesi, di prendere parte ad almeno un'attività formativa per migliorare le proprie capacità professionali

BOLZANO. «La pandemia del coronavirus ha accelerato i processi di cambiamento nel mondo del lavoro. Sulla formazione continua dobbiamo intensificare gli sforzi, non ridurli», ammonisce il presidente dell'Istituto promozione lavoratori, Dieter Mayr, commentando i dati dell'edizione autunnale del Barometro Ipl secondo cui il 75% dei lavoratori dipendenti altoatesini ha avuto l'opportunità, negli ultimi dodici mesi, di prendere parte ad almeno un'attività formativa per migliorare le proprie capacità professionali.

«La formazione professionale è un fattore decisivo se si vuole aumentare la propria competitività in ambito internazionale», osserva l'Ipl citando i dati forniti nel 2019 da Eurostat secondo cui, in termini di partecipazione alla formazione continua, l'Alto Adige si colloca sulla media europea, leggermente al di sopra del resto d'Italia e al di sotto dei paesi Scandinavi e della Svizzera.

«Chi svolge professioni ad alta complessità e responsabilità tende a dichiarare di aver bisogno di maggiore formazione, mentre chi svolge professioni di minore complessità ritiene di disporre delle capacità di svolgere compiti più difficili. Ne risulta, dunque, che una parte del capitale umano sia sottoimpiegato e non venga sfruttato», afferma il ricercatore dell'Ipl, Matteo Antulov.

Secondo l'Ipl, «è importante prestare attenzione al rischio che chi si trova a ricoprire una posizione professionale più elevata abbia più chance di accedere alla formazione professionale continua rispetto a coloro che sono meno qualificati e ricoprono posizioni inferiori. Enti pubblici ed imprese private sono chiamate, dunque, ad investire in termini di formazione anche nei lavoratori meno qualificati».