A Venezia il tribunale riconosce il mal di schiena professionale agli autisti dei bus

Il tema centrale del giudizio riguarda la questione della correlazione causale tra l'attività di conducenti di mezzi pubblici di trasporto urbano e l'insorgenza di patologie a carico dell'apparato muscoloscheletrico

VENEZIA. Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Venezia ha riconosciuto come malattia professionale la patologia al rachide (mal di schiena) per due autisti dei bus dell' Actv di Venezia. Sulla questione il Giudice aveva già accolto la richiesta di altri cinque lavoratori.

Lo rende noto la Cgil che , attraverso i propri legali, tutela i dipendenti che non si erano visti riconoscere la patologiia dall'Inail alla quale si erano rivolti in prima battuta.

Il tema centrale del giudizio riguarda la questione della correlazione causale tra l'attività di conducenti di mezzi pubblici di trasporto urbano e l'insorgenza di patologie a carico dell'apparato muscoloscheletrico che verrebbe danneggiato dalle vibrazioni dal mezzo guidato dai lavoratori.

Il contenzioso in Tribunale di Venezia è stato promosso nei confronti dell'Inail, che aveva negato l'origine professionale della malattia ritenendola «comune», non riconducibile all'attività lavorativa svolta.

«Nel corso di entrambi i giudizi - afferma l'avvocato Marta Capuzzo , che ha seguito il contenzioso per conto del Patronato Inca Cgil - si sono sottoposte all'attenzione del giudicante molteplici argomentazioni per contestare il diniego espresso da Inail, ovvero: che i mezzi condotti dagli autisti veneziani erano vecchi (immatricolati nel corso degli anni 80' e 90') e dotati di sedili con caratteristiche ergonomiche superate, e che tutti i migliori studi scientifici epidemiologici hanno da anni rilevato la correlazione causale tra patologie al rachide e attività di guida di mezzi di trasporto pubblico»