Nel veneziano il delivery fa affari d’oro con le pause pranzo delle aziende

La paura del coronavirus ha cambiato le abitudini di chi lavora: molti quelli preferiscono mangiare in ufficio invece che al ristorante

MESTRE.  Il lockdown totale prima, e le limitazioni ora, cambiano la nostra quotidianità, anche a tavola. Lo dimostra il boom registrato da Foodracers, start-up trevigiana che si occupa della consegna del cibo a domicilio, e che durante la chiusura primaverile ha conosciuto un aumento dell’attività nell’ordine del 40% nel solo Veneziano.
 
Con una ripetizione degli ottimi risultati anche ora, in questa nuova fase della pandemia, con i ristoranti costretti ad abbassare le saracinesche già alle 18. Dato che il delivery è l’unica alternativa per non rinunciare al gusto, rinunciando invece a spadellare.
 
Foodracers è attiva in sei città della provincia: Mestre, Jesolo, Mirano, San Donà, Portogruaro e Quarto D’Altino. Serve ristoranti, pizzerie, catene grandi e piccole. Tra le principali si contano Roadhouse, Old Wild West, Grom e Burger King. 
 
Ma la società è in continua espansione, oltre che in continuo cambiamento. Un cambiamento che, appunto, è stato dettato, in maniera molto consistente, dalle nuove limitazioni che stiamo affrontando in questo periodo.
 
Lo dimostra ad esempio il boom delle ordinazioni provenienti dai posti di lavoro, da parte dei tanti che, abituati alla pausa pranzo trascorsa al bar o al ristorante, ora preferiscono non uscire dall’ufficio, concedendosi uno spuntino da consumare direttamente seduti alla scrivania. Basta collegarsi al sito o all’app e fare la propria ordinazione. 
 
Spostandosi sul litorale, più precisamente a Jesolo, il “food delivery” ha registrato degli ottimi risultati anche d’estate, con la consegna ai villeggianti del cibo ordinato per non essere consumato al ristorante. Parlando di gusti, in effetti, è proprio la cittadina sul mare la più “cosmopolita” della provincia, almeno da un punto di vista enogastronomico. 
 
Lo dimostrano le ordinazioni più gettonate, estremamente variegate: dalla pizza al galletto, passando per il sushi. Spostandosi a Mestre, invece, il galletto rimane al primo posto delle preferenze, seguito dai sapori orientali, giapponesi e cinesi. 
 
A Mirano e a Portogruaro i piatti principe sono quelli a base di carne, mentre a San Donà nulla gode della stessa fortuna della pizza. Con i ristoranti costretti a chiudere alle 18, sono tanti i gestori che hanno deciso di riconvertire i loro locali, prevedendo la possibilità di consegna del cibo a domicilio.
 
Per loro si tratta infatti dell’unica ancora di salvezza per evitare i crolli di fatturato, comunque importanti anche ora, che sono stati registrati in primavera, con la chiusura totale delle attività di ristorazione. Alcuni esercenti hanno deciso di organizzarsi autonomamente, contando su propri fattorini. 
 
Altri, invece, hanno deciso di appoggiarsi agli “esperti” del settore e ai rispettivi racer. Il servizio della consegna del cibo a domicilio fino a pochi anni fa sembrava appannaggio delle grandi città, mentre ora sta inesorabilmente prendendo piede anche nel Veneziano, dove sono ormai diverse le società attive: Foodracer, appunto, ma anche Just Eat, Deliveroo e Glovo.
 
Tra i pochi autorizzati a spostarsi anche oltre le 22, in sella alle loro biciclette o sui motorini, mentre si spostano di casa in casa.