Padova, per le Terme il Natale è un’incognita: ci sono duemila lavoratori stagionali a rischio

Soranzo (Federalberghi): «Troppa incertezza dal governo». Gottardo: «Ammortizzatori sociali garantiti solo fino a marzo»

ABANO TERME. Hotel che chiudono in massa alle Terme Euganee. Dipendenti a rischio, soprattutto quelli stagionali. L’emergenza sanitaria legata al Covid-19 con le relative misure restrittive pesa come un macigno sul turismo termale e, più in generale, padovano.
 
E il Natale è ancora un’incognita. Secondo Federalberghi Padova negli ultimi giorni hanno chiuso per mancanza di clienti almeno sei strutture in città. Ad Abano e Montegrotto la situazione è ancora più marcata, con 80 hotel su 95 che saranno chiusi dal questo fine settimana. Perciò, alle terme, duemila lavoratori con contratti stagionali o a chiamata rischiano di farne le spese, soprattutto nel periodo natalizio. 
 
A caccia di clienti
 
Regioni rosse, arancioni, gialle e lockdown all’estero. La conseguenza? 
 
«Hotel costretti a chiudere o ad aprire a intermittenza e tanta incertezza sul futuro immediato e a lungo termine», dice Monica Soranzo, presidente di Federalberghi Padova. «Da noi hanno chiuso almeno sei hotel in questi giorni e la cosa che più inquieta è la situazione di incertezza, anche per il periodo natalizio. Viviamo in una sorta di limbo, che vorremmo fosse chiarito dalle istituzioni».
 
Non va meglio alle terme di Abano e Montegrotto, dove ben 80 alberghi su 95 chiuderanno entro domenica.
 
«Gli hotel hanno pochissimi clienti in questo periodo», spiega Marco Gottardo, direttore di Federalberghi Terme. «Dalla settimana prossima si potranno contare anche su una mano. Meglio quindi chiudere in attesa di nuove disposizioni, sperando di salvare il più possibile il Natale e, se così non sarà, almeno di riprendere a marzo con nuova linfa e più certezze. Le restrizioni, le chiusure delle regioni e i lockdown esteri aggiunti al fatto che ad oggi, se non cambierà il Dpcm, si può accedere alle terme solo per cure sanitarie come fanghi e inalazioni stanno mettendo in grossa difficoltà i nostri imprenditori».
 
Gli stagionali
 
A rimetterci, oltre ai fatturati degli albergatori (si stima che dai 350 milioni di euro di fatturato totale gli albergatori chiuderanno con meno di 100 milioni di euro), ci saranno anche i lavoratori
Soprattutto quelli con contratto a tempo determinato e stagionali. Si stima che un migliaio di questi posti di lavoro potranno essere a rischio e che un altro migliaio di lavoratori, che solitamente vengono impiegati con contratti a tempo determinato o a chiamata durante il Natale sono destinati a rimanere a secco.
 
«Il problema principale riguarda i dipendenti con contratto a tempo determinato impiegati negli hotel annuali», spiega ancora Marco Gottardo, che è anche presidente dell’Ente Bilaterale Padova e Terme Euganee. 
 
Continua Gottardo: «Questi lavoratori sono quelli che rischiano maggiormente, dato che gli stagionali veri e propri lavorano negli hotel stagionali, che tengono aperto 8-9 mesi all’anno. In generale tutti i posti di lavoro in questo momento sono a rischio e quindi solo gli ammortizzatori sociali e il blocco dei licenziamenti stanno tenendo ferma una situazione che è destinata ad esplodere se il turismo non ripartirà in fretta».
 
«Fino a marzo c’è copertura con gli ammortizzatori sociali per i 3.500 dei 5.500 dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato che potranno quindi percepire il Fis, il Fondo d’integrazione salariale. Situazione ben più complicata invece per i restanti lavoratori con contratto a tempo determinato, che hanno come ammortizzatore la Naspi, ordinaria e straordinaria, che però ha un tempo di esaurimento e c’è da capire per ogni lavoratore quando questa si esaurirà», conclude Gottardo.
 
Dalla settimana prossima, dopo l’apice toccato sotto Ferragosto con l’impiego di 3.500 dei 5.500 dipendenti, saranno impegnati poco meno di 500 dipendenti. «Si viaggerà con una media di venti dipendenti al lavoro per hotel», conclude Gottardo.