Il padovano Emo Capodilista eletto vicepresidente nazionale di Confagricoltura

Il padovano Emo Giordano Capodilista

E' titolare di un'azienda vitivinicola di Selvazzano Dentro. «Sono onorato di questo nuovo incarico. Mi saranno affidati impegni internazionali, mi occuperò di export, Brexit, finanziamenti europei».

PADOVA.  L’imprenditore vitivinicolo padovano Giordano Emo Capodilista è stato  eletto il 26 novembre vicepresidente nazionale di Confagricoltura. La nomina è stata decisa dal comitato direttivo di Confagricoltura, riunito via Web, che ha completato la squadra che affiancherà il presidente Massimiliano Giansanti nei prossimi quattro anni.

Tra i nove componenti della giunta sono stati nominati tre vicepresidenti: oltre a Emo Capodilista, ci saranno il mantovano Matteo Lasagna e il siciliano Sandro Gambuzza.

Titolare di un’azienda agricola a indirizzo prevalentemente vitivinicolo a Selvazzano Dentro, in provincia di Padova, vicepresidente vicario di Confagricoltura Veneto, già presidente del Consorzio Vini Colli Euganei Doc, Emo Capodilista è stato presidente di Confagricoltura Padova per due mandati. Nel 2017, all’indomani dell’elezione del presidente Giansanti, era entrato nella giunta nazionale dell’organizzazione agricola


«Sono onorato di far parte del trio che affiancherà il presidente  – commenta Emo Capodilista – e sono pronto ad affrontare l’impegno che mi aspetta. In questi anni ho lavorato sul fronte del made in Italy e dell’internazionalizzazione, chiesto a gran voce da tutti i presidenti veneti perché per l’agroalimentare veneto l’export è una voce fondamentale e in continua crescita. Ora mi saranno affidati nuovi incarichi in campo internazionale, dalla Brexit ai rapporti con le organizzazioni agricole europee Copa-Cogeca; dai trattati dell’Unione Europea alle etichettature dei prodotti alimentari. Ci saranno da affrontare molti temi impegnativi, dato che siamo in tempi di grandi cambiamenti, a tutela delle imprese agricole: dalla nuova Pac (Politica agricola comune) ai finanziamenti europei per la pandemia, dall’export alla Brexit».