Permasteelisa in sciopero: «Va ritirato il piano da 150 esuberi»

I lavoratori dello stabilimento di Vittorio Veneto incrociano le braccia per dire no agli esuberi. Il timore di una parte del personale è che in futuro ci possa essere un trasferimento di attività in Germania. Fiom e Fim hanno già dichiarato che si opporranno ad eventuali licenziamenti, peraltro possibili solo dal prossimo aprile

VITTORIO VENETO.  La vertenza Permasteelisa entra nel vivo. Primi scioperi: primi in assoluto per gli impiegati. Domani la prima trattativa tra l'azienda ed i sindacati. Intanto il Comune di Vittorio Veneto perfeziona alcune idee per la ricollocazione almeno di una quota degli esuberi.

Il mese scorso, infatti, sono stati annunciati 131 posti di lavoro in più fra i progettisti e gli impiegati, 19 fra gli operai. Il tutto per rendere l'azienda "più profittevole". Dopo le assemblee del 23 novembre scorso, le organizzazioni sindacali di categoria Fiom Cgil e Fim Cisl, unitariamente alle Rsu aziendali, hanno deciso di proclamare per la giornata di oggi 4 ore di sciopero a fine turno di lavoro per dire no agli esuberi previsti dal nuovo piano industriale.

A renderlo noto i segretari generali dei metalmeccanici Enrico Botter della Fiom e Alessio Lovisotto della Fim. Nella stessa giornata dalle ore 11 alle 13 si terrà un presidio dei lavoratori di fronte ai cancelli della sede trevigiana di Permasteelisa. Un'analoga mobilitazione si era svolta il 23 ottobre, con l'astensione di 2 ore alla fine di ogni turno per sollecitare la presentazione del piano industriale che già all'epoca, secondo i sindacati, odorava di bruciato.

Permasteelisa espliciterà quale sarà l'accompagnamento dei candidati all'esubero verso, per taluni, al prepensionamento, per altri alla ricollocazione, per una quota a casa. Il timore di una parte del personale è che in futuro ci possa essere un trasferimento di attività in Germania. Fiom e Fim hanno già dichiarato che si opporranno ad eventuali licenziamenti, peraltro possibili solo dal prossimo aprile.

«Non si escludono forme di protesta - avevano preannunciato Botter e Lovisotto il 23 novembre -. Un percorso che guarda al confronto serio e determinato con l'azienda per garantire i livelli occupazioni e che non esclude un'eventuale stato di agitazione e l'avvio di forme di protesta da parte dei lavoratori». Nulla è escluso dunque nello scenario dell'azienda leader nel comparto del rivestimento edilizio. Fiom e Fim partono da un punto fermo: il blocco dei licenziamenti in essere e l'utilizzo della cassa integrazione Covid. Il Comune farà la sua parte. «Siamo stati contattati dall'azienda e abbiamo dato la nostra disponibilità, in collaborazione con la Regione - fa sapere il sindaco Antonio Miatto - per trovare possibili alternative occupazionali a delle professionalità che peraltro sono molto elevate».

Non solo. Il vicesindaco Gianluca Posocco ha annunciato nell'ultimo consiglio comunale, la settimana scorsa, che se ci dovessero essere delle situazioni di particolare disagio, lo stesso Comune interverrà con i fondi Covid. --

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