In Fvg occupazione in ripresa dopo il primo lockdown

Un operaio al lavoro in una foto di repertorio

Cifre in crescita nel terzo trimestre ma inferiori al 2019. Il Fvg unica regione con saldo non negativo nei primi nove mesi. Cgil: non ridurre il livello d’allarme

TRIESTE Finita la prima ondata, il rimbalzo fra luglio e settembre ha portato 5.300 occupati in più rispetto al trimestre precedente: occupati che però risultano 4.500 in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Nel complesso, sulla media dei primi nove mesi dell’anno l’occupazione in regione risulta stabile, con quasi 511.000 unità. A livello settoriale l’incremento registrato nel manifatturiero ha compensato le diminuzioni nel settore primario e soprattutto nei servizi. Il Friuli Venezia Giulia risulta comunque l’unica regione e non presentare un saldo negativo. Sono questi i dati salienti evidenziati dal ricercatore dell’Ires Fvg Alessandro Russo, che ha rielaborato i dati Istat appena diffusi rilevando anche in regione una dinamica «fortemente influenzata dall’emergenza sanitaria, che ha interessato in particolare il periodo marzo - maggio e che ha visto un recupero nei mesi successivi».

Rimbalzo del resto certificato sul versante di produzione e vendite anche da un report di Confindustria Fvg sul terzo trimestre. Il complesso gennaio-settembre porta il Fvg a registrare una variazione a quota zero sugli occupati rispetto ai nove mesi 2019: a livello nazionale la flessione è stata del 2%, mentre nel Nordest il Veneto fa segnare un -2%, l’Emilia Romagna un -1,8%, il Trentino Alto Adige un -1,6%. Variazioni in negativo che gli interventi governativi, dalla cassa integrazione al blocco dei licenziamenti, «hanno sicuramente contribuito a limitare».

Nel terzo trimestre, in regione sono poco più di 30 mila le persone in cerca di lavoro: il tasso di disoccupazione è del 5,6%, che schizza però al 7,1% nella componente femminile (penalizzata da vari fattori, dalla chiusura delle scuole ai blocchi di attività). Quanto alle partite Iva, nei primi nove mesi in Fvg ne sono state aperte quasi 5.700, quasi il 15% in meno rispetto al 2019 (-17,5% a livello nazionale). Ad aprile il calo è stato del 57,7% (-59,7% a livello nazionale). A livello territoriale la flessione è stata più marcata nelle province di Udine (-17,4%) e Pordenone (-19,1%), mentre a Trieste (-8,3%) e Gorizia (-6,1%) le variazioni sono più contenute. Nei primi nove mesi del 2020, infine, sono in aumento le domande di Naspi (a favore dei dipendenti che abbiano perso il lavoro) in regione passate da 27.204 a 27.697 (+1,8%, contro il +3,7% registrato a livello nazionale).

La Cgil Fvg commenta i dati Istat con cautela. Susanna Pellegrini, dalla segreteria regionale, ricorda che i dati sono «influenzati dal blocco dei licenziamenti e dalla enorme mole di ammortizzatori messi in campo dal Governo, come documentano gli oltre 80 milioni di ore di Cig e Fis autorizzate da gennaio a ottobre in Fvg, 20 volte i volumi del 2019».

Ad ammortizzatori finiti «il prezzo da pagare sarà duro. Da qui la necessità di mettere in campo, a livello nazionale ma anche dalla Regione, politiche capaci di rilanciare investimenti pubblici e privati e rimettere in moto un’economia che paga ancora un forte pedaggio all’emergenza sanitaria, soprattutto in terziario e turismo».

Le prospettive di ripresa per la Cgil saranno legate all’andamento dell’emergenza e dei contagi in regione, «che in questa seconda ondata - così Pellegrini - è peggiorato rispetto al quadro nazionale». —