A Padova la crisi colpisce il territorio termale: persi 1.500 posti di lavoro

L’allarme di Pedron, portavoce delle categorie economiche. «Per vincere la sfida al Covid bisogna saper cambiare»

ABANO TERME. Nel 2020 sono state perse 1. 510 posizioni lavorative in 9 mesi. In aumento assegni e sussidi comunali alle famiglie in difficoltà (+26, 9%). «Per vincere la sfida contro il Coronavirus, le nostre imprese devono essere in grado di adattarsi al cambiamento, con l’aiuto delle associazioni di categoria». È questo in sintesi l’appello lanciato da Donato Pedron, presidente del mandamento di Abano Terme di Confartigianato Imprese Padova e portavoce del Coordinamento delle categorie economiche del Bacino Euganeo. 
 
Nell’ultima sessione del 2020, avvenuta qualche giorno fa, l’organismo di coordinamento ha invitato al tavolo della discussione due testimoni autorevoli: Luca Romano, Direttore di Local Area Network, che ha illustrato alcuni dati significativi sulla situazione del territorio e Don Luca Facco, Direttore della Caritas padovana, già nominato Vicario episcopale per i rapporti con le istituzioni e il territorio.
 
L’area costituita da undici Comuni (Abano, Cervarese, Mestrino, Rovolon, Rubano, Saccolongo, Selvazzano, Teolo, Torreglia e Veggiano) ha visto in quattro anni, dal 2015 al 2019, una flessione delle imprese attive.
 
Attualmente sono 10. 243 le aziende che operano nel territorio, contro le 10. 598 del 2015. È quanto emerge dalla ricerca realizzata da Lan su dati Infocamere e Camera di commercio di Padova. A questo dato, si aggiunge un altro elemento di grande preoccupazione in questi mesi: la caduta a picco delle presenze turistiche nell’area termale.
 
Dopo il boom del 2019, il 2020, tra gennaio e settembre, ha registrato un –63, 4%. Per quanto riguarda il lavoro dipendente, in base alle elaborazioni di Lan su dati di Veneto Lavoro, nell’area sono state perse 1510 posizioni lavorative, tra gennaio e settembre 2020. Gli ambiti che presentano maggiore fragilità sono i servizi turistici (-1. 315), i servizi alla persona (-525), il made in Italy (-180) e i trasporti (-95). In crescita invece il settore delle costruzioni (+340) e il terziario avanzato (+545). Con il segno più anche l’agricoltura che registra 260 posizioni di lavoro dipendente in più.
 
Nel 1° semestre 2020 sono aumentati anche i trasferimenti dei Comuni alle famiglie. Assegni e sussidi assistenziali hanno costituito un importo complessivo di 1. 485. 755 euro. Tra i Comuni più virtuosi, troviamo Abano Terme (oltre 432mila euro), Teolo (212mila euro) e Selvazzano (208mila euro). In termini percentuali, gli incrementi maggiori sono stati registrati a Selvazzano (+126, 3%), Torreglia (+98%) e Cervarese (+96%). —
Federico Franchin