Quindicimila imprese chiedono ai loro 46 sindaci: "Per superare la crisi la nuova sr 10 e sinergia fra tutti"

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ESTE. Bene i bonus per l’infanzia e l’istruzione, bene gli aiuti per gli affitti e i buoni spesa per il sostegno al reddito, bene anche le agevolazioni per i consumi di vicinato e per l’acquisto di prodotti locali. Ma serve qualcosa in più: «Un salto di qualità nella visione e operatività integrata».

Che, tradotto in termini concreti, vuol dire: lavorare in sinergia, oltre i confini (e i limiti) dei singoli (e piccoli) Comuni. In questo momento di evidente difficoltà, il Coordinamento delle Categorie economiche di Padova Sud – di fatto la Bassa padovana – ha voluto indirizzare ai sindaci dei 46 Comuni di questo territorio una lettera di stimolo. Non tanto per fare di più, quanto per farlo in maniera sinergica.

Il documento del Coordinamento porta la firma di Assindustria Venetocentro, Ascom Confcommercio, Cia, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato e Confesercenti, categorie che valgono almeno 15 mila imprese della Bassa. Spiega Francesco Blasi, coordinatore delle categorie oltre che delegato atestino di Assindustria: «Questo difficile 2020 lascia ferite profonde e visibili sull’economia della Bassa e il perdurare della pandemia alimenta un clima d’incertezza. Questo richiede una reazione forte e coesa, per difendere lo sviluppo e il lavoro del nostro territorio, intraprendere nuove traiettorie anche tecnologiche per il futuro».

Gli interventi del Coordinamento sono rari ma perentori: l’ente si era già mosso per chiedere il completamento della nuova statale 10, poi ancora per il potenziamento del trasporto su ferro e ora per invocare maggiore coordinazione tra i 46 Comuni del territorio. Incalza Blasi: «Ricostruire partendo dai nostri punti di forza è possibile, a patto che operiamo tutti, istituzioni ed enti locali, imprese e attori sociali, con grande unità e condivisione di obiettivi, in una logica integrata e intercomunale per massimizzare i vantaggi degli interventi di sostegno al reddito e ai consumi, alle attività economiche, favorire l’interscambio tra imprese locali e tra imprese e cittadini, perseguire l’efficienza e la semplificazione che sono un acceleratore per la ripartenza». Il documento indirizzato ai sindaci della Bassa, dunque, vuole essere «un segnale di fiducia e di stimolo collaborativo ai Comuni ad un salto di qualità nella visione e operatività integrata».

Il Coordinamento denuncia un rischio molto alto per questo territorio, quello della «lacerazione del tessuto sociale». Le risposte non sono mancate, ma non sono state sufficienti: «Negli ultimi mesi, i Comuni della Bassa Padovana hanno risposto all’emergenza, chi aiutando cittadini e imprese con fondi e bonus per l’infanzia, l’istruzione, gli affitti, chi con buoni spesa per il sostegno al reddito, consumi di vicinato e prodotti locali, o con riduzioni di tributi. Iniziative lodevoli e tempestive, che potrebbero però avere un’efficacia e un beneficio ancora maggiori, qualora venissero intraprese nell’ambito di un coordinamento intercomunale, un piano di territorio più ampio, inclusivo e dotato di risorse, oltre i confini amministrativi comunali». Nella Bassa così cronicamente scollata, ora più che mai la coesione tra enti e la visione d’insieme può essere la via per uscire dalla crisi. —