Amazon, l'appello del dipendente del mega centro logistico di Rovigo: "Costretto a vivere in un camper per lavorare e ora mi hanno anche licenziato"

“Nella mia squadra sono l’unico a cui non l’hanno rinnovato. Temo di essere stato penalizzato perché ho raccontato la mia storia”, dice rassegnato. L'ultimo giorno di lavoro è stato giovedì 7 gennaio

ROVIGO. Per tre mesi ha vissuto in un camper nel parcheggio dello stabilimento Amazon di Rovigo, impossibilitato a trovarsi una casa in affitto per le scarse garanzie del contratto di lavoro a tempo determinato. Ora Massimo Straccini, 58 anni, di Ferrara, si ritrova pure senza lavoro. Il contratto con il gigante dell’e-commerce è scaduto e non gliel’hanno rinnovato.

“Nella mia squadra sono l’unico a cui non l’hanno rinnovato. Temo di essere stato penalizzato perché ho raccontato la mia storia”, dice rassegnato. L'ultimo giorno di lavoro è stato giovedì 7 gennaio. "Quando ho raccontato la mia vita in camper nel parcheggio dell’azienda ma non ce l’avevo con Amazon. Semmai era una critica al sistema di lavoro fondato sul precariato”. Straccini si dice sorpreso del mancato rinnovo.

"In tre mesi non ho mai ricevuto contestazioni, anzi: i manager si avvicinavano e mi dicevano che andavo bene. Monitoravano il mio operato con i tablet durante i turni e nessuno mi ha mai fatto un appunto”. Il cinquantottenne era uno degli addetti allo stoccaggio, con il compito di sistemare la merce negli armadi robotizzati. "Nel mio reparto eravamo una decina. Hanno rinnovato il contratto a tutti, domenica scorsa festeggiavano. Io ero l’unico che non sapeva ancora nulla. Ho fiutato la mal parata”.

Straccini ha 22 anni di contributi e non sono sufficienti per andare in pensione. Per questo vuole lanciare un appello: “Adesso io vorrei lavorare ma so che non sarà facile a 58 annui. Vi prego, datemi un lavoro. Vorrei soltanto trovare un po’ di stabilità”.