«Si lavora al freddo» proteste all’Electrolux di Susegana

I lavoratori hanno protestato, con uno sciopero. Il riscaldamento, in due giorni di temperature molto basse, è rimasto sotto misura secondo i sindacati. Il caso diventa politico con una interrogazione del Pd

SUSEGANA (TREVISO): Troppo freddo, nello stabilimento Electrolux di Susegana. I lavoratori hanno protestato, con uno sciopero, l’11 gennaio. Il riscaldamento, in due giorni di temperature molto basse, è rimasto sotto misura. Almeno stando alle proteste dei dipendenti e in particolare dei delegati sindacali.

Successivamente le caldaie sono state accese per tempo, in modo da alzare la temperatura in fabbrica. I consiglieri regionali del Partito Democratico Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon rilanciano sul tema, con un’interrogazione.

«A quanto risulta, si tratta di un problema sollevato più volte, con una temperatura interna di 14 gradi, anziché di 18, che costringe i lavoratori a tenere addosso indumenti incompatibili con le norme antinfortunistiche, come ad esempio sciarpe, che potrebbero restare incastrate nei macchinari con conseguenze potenzialmente molto gravi – denunciano Zanoni e la vicepresidente della commissione consiliare Sanità - ma, anche escludendo scenari drammatici, resta il diritto a lavorare in un ambiente ‘sano’, senza ammalarsi ‘per forza’ perché esposti al freddo per otto ore al giorno».

Per Zanoni e Bigon deve essere fatto tutto il possibile per evitare un’ulteriore pressione sulle strutture sanitarie già in difficoltà per l’emergenza legata al Covid-19, a cominciare dal rispetto delle regole. «Per questo, chiediamo all’assessore alla sanità se e come intenda intervenire, con quali controlli, affinché la situazione possa tornare alla normalità».

I due esponenti dem ricordano che, tra l’altro, i lavoratori sono costretti a indossare giubbotti e sciarpe a causa delle temperature troppo rigide all’interno dello stabilimento. A Susegana, intanto, i lavoratori stanno dibattendo sulle prospettive di aumento della produzione di frigo, per oltre i 900 mila pezzi, anzi verso quota un milione entro la fine del 2021.