Automotive Lighting, a casa a rotazione per cinque settimane

Dal 25 gennaio al 27 febbraio: previsti 40 lavoratori per volta. L'ammortizzatore è stato chiesto per tutti gli 872 dipendenti

UDINE - L'onda lunga della carenza di chip e componenti elettronici prodotti in Cina e destinati al settore automotive, che sta costringendo diversi marchi automobilistici a sospendere temporaneamente la produzione, è arrivata fino a Tolmezzo.

Come in un effetto domino, anche Automotive Lighting infatti si prepara a rallentare e per farlo ha attivato 5 nuove settimane di cassa integrazione Covid: dal 25 gennaio al 27 febbraio.

L'ammortizzatore, che è stato oggetto di esame congiunto, è stato chiesto per tutta la forza lavoro del sito tolmezzino di via dell'Industria: 872 lavoratori di cui 607 operai e 265 indiretti.

A farlo sapere è il responsabile di Fim Cisl per l'Alto Friuli, Fabiano Venuti, che spiega: «La cassa è stata chiesta per tutti i lavoratori, ma la direzione ha comunicato alla Rsa che il personale coinvolto dovrebbe essere pari a 40 persone a rotazione».Si tratta comunque di un cambio di prospettiva per l'azienda carnica che fino a qualche settimana fa pensava addirittura di reclutare nuovo personale.

Continua Venuti: «Non solo Automotive non stava più facendo cassa da inizio dicembre, ma aveva iniziato a fare colloqui per valutare l'ingresso di lavoratori con contratto di somministrazione. La richiesta della cassa è stata quindi un fulmine a ciel sereno».La direzione aziendale ha spiegato alla Rsa che la necessità di attivare l'ammortizzatore è figlia del fatto che alcuni clienti, tra cui Jaguar, Land Rover, Ferrari, Ford e Opel, hanno comunicato un calo dei volumi dovuto alla mancanza di componentistica elettronica da parte dei fornitori cinesi.

Mancanza che - assicura nel comunicato esecutivo l'Rsa Fim - al momento non impatta sul plant di Tolmezzo dove le componenti elettroniche necessarie per la produzione dei fanali ci sono. Il problema sta nel blocco a monte della filiera.

«Per fare un esempio - spiega ancora Venuti - a Melfi è stata sospesa l'attività lavorativo-produttiva della Jeep Compass causa il mancato arrivo di alcuni materiali dalla Cina. Quello stop lo paghiamo anche noi a Tolmezzo perché i fanali di quel modello sono tra i prodotti di Automotive».

Si apre dunque un nuovo periodo di incertezza per la grande fabbrica carnica. Venuti stempera: «Cinque settimane non sono molte, ma bisognerà vedere cosa succede nel frattempo, se la componentistica cinese riparte e con quella la produzione delle auto a livello internazionale perché siamo legati indissolubilmente a quel carro». Un anno fa l'azienda contava di tornare ad assumere nel secondo semestre del 2020. Cosa accadrà? Difficile dirlo, il mercato continua a essere poco prevedibile. Tutto sommato però, a Tolmezzo la cassa non è stata usata in modo estensivo.

«A febbraio - fa sapere il delegato Rsa Fim, Liduino D'Orlando - verrà erogato il premio efficenza di stabilimento, a dispetto delle voci che dicono il contrario». --