Smart working in Veneto: per tutto il 2021 uno su tre resterà in telelavoro

Federmanager: fenomeno in calo rispetto all’anno scorso ma ancora diffuso. De Sandre: «È cambiato il modo di fare impresa, ma non è calata la produttività»

TREVISO. Per tutto il 2021 un lavoratore dipendente su tre, in provincia di Treviso e in Veneto, lavorerà ancora da casa in smart working, per periodi più o meno lunghi a seconda delle esigenze e della situazione epidemiologica. Si tratta di circa 80 mila addetti (soprattutto operai e dirigenti) che non frequenteranno più fisicamente i luoghi di lavoro, non prenderanno i mezzi per spostarsi, non consumeranno nei ristoranti del centro la pausa pranzo. Un esercito di “telelavoristi” che, secondo le stime di Federmanager Treviso-Belluno, sarà comunque inferiore rispetto ai picchi della scorsa primavera, quando assaggiò per la prima volta lo smart working il 75% dei dipendenti. 
 
Le cifre
L’indagine di Federmanager dice anche che i dirigenti lavoreranno di più a casa rispetto agli impiegati: circa il 34% di loro contro il 31% dei sottoposti. Stesso trend dell’anno scorso, quando però i valori medi furono più alti: a casa il 49% dei manager e il 47% dei dipendenti. Metà delle aziende trevigiane hanno avuto nel 2020 più del 50% di dipendenti in smart working e un’azienda su quattro addirittura oltre il 75%. Percentuali doppie rispetto a quanto rilevato prima dell’emergenza Covid-19.
 
E ancora: sempre nel 2020 quasi la metà delle aziende ha fatto lavorare da casa oltre il 75% dei propri manager. Le previsioni post-emergenza sono di calo, ma un’azienda su quattro manterrà comunque sempre oltre il 50% di dirigenti a domicilio, mentre la media, come detto, dovrebbe essere di un dipendente su tre a casa. Spesso a rotazione, e per periodi alternati rispetto alla presenza sul luogo di lavoro, un po’ come avviene per le scuole superiori con la rotazione delle classi o degli studenti delle stesse classi. Uno scenario che fa felici i dirigenti, che non hanno visto alcun calo di produttività durante il lavoro da casa. Ma che preoccupa gli attori dei centri storici - baristi, ristoratori, negozianti - alle prese con città sempre più vuote.
 
Il commento
Per ben il 90% dei dirigenti intervistati da Federmanager è stata positiva o addirittura molto positiva. Solo per l’8,7% invece è stata negativa. Per un dirigente su tre, inoltre, lo smart working ha aumentato la produttività dell’azienda. «Siamo partiti impreparati» ammette il presidente di Federmanager Treviso e Belluno, Adriano De Sandre, «ma questa pandemia ci ha insegnato molto. Quel che è certo è che con lo smart working cambieranno profondamente i paradigmi della managerialità e della gestione delle imprese. Il nostro sondaggio dimostra che moltissime aziende hanno trovato vantaggioso il poter far lavorare personale e dirigenti da casa. Non è una novità assoluta, ma il fatto di avere più del 50% di persone in smart working ha avuto un impatto sul come deve cambiare lo stile di management. Ad esempio, motivando le persone sugli obiettivi». —
 
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