I dipendenti dell'hub di Vigonza in sciopero, risponde Amazon: "Lavoriamo con i fornitori per non mettere sottopressione i lavoratori"

"I fornitori di servizi di consegna sono innanzitutto nostri partner, e noi lavoriamo insieme a loro per definire degli obiettivi realistici che non mettano sotto pressione loro e i loro dipendenti. Utilizziamo una tecnologia che prende in considerazione molteplici aspetti per determinare la quantità di pacchi che un autista può consegnare in sicurezza durante il suo turno di lavoro" afferma la nota

PADOVA. Riceviamo e pubblichiamo la nota di Amazon sullo sciopero indetto il 15 febbraio nell'hub logistico di Vigonza da parte delle persone impiegate al centro di distribuzione, circa 400 lavoratori in appalto.

"I fornitori di servizi di consegna sono innanzitutto nostri partner, e noi lavoriamo insieme a loro per definire degli obiettivi realistici che non mettano sotto pressione loro e i loro dipendenti. Utilizziamo una tecnologia che prende in considerazione molteplici aspetti per determinare la quantità di pacchi che un autista può consegnare in sicurezza durante il suo turno di lavoro" afferma la nota di Amazon.

Gli autisti, precisa ancora la nota, "sono assunti dai fornitori di servizi di consegna tramite il CCNL Trasporti e Logistica e percepiscono salari competitivi. Per il lavoro svolto in questo periodo di emergenza sanitaria, Amazon ha erogato ai fornitori dei servizi di consegna un importo vincolato a garantire a tutti gli autisti un riconoscimento economico una tantum, di 500 euro lordi durante il primo lockdown di marzo e aprile, e di 300 euro lordi nel mese di dicembre (importi validi per i lavoratori a tempo pieno, i lavoratori in part time hanno ricevuto importi riproporzionati)".

Per quanto riguarda le misure di sicurezza legate al Covid, spiegano ancora da Amazon "abbiamo lavorato sin dal primo momento a stretto contatto con le autorità locali per rispondere efficacemente alla situazione di emergenza, continuando a garantire il nostro servizio ai clienti e preservando allo stesso tempo la salute e la sicurezza di tutti i nostri dipendenti e ai dipendenti dei nostri fornitori di servizi di consegna. In quest’ottica abbiamo introdotto una serie di misure preventive in tutti i nostri centri logistici: abbiamo aumentato le operazioni di pulizia dei siti, rivisto oltre 150 processi al fine di portare la distanza interpersonale minima a due metri e richiesto ai corrieri di restare a distanza quando effettuano le consegne, eliminando la firma di avvenuta ricezione del pacco".