A Padova in crescita i contratti interinali nella Metalmeccanica: più 10%
 

Assemblea della Fiom.Percentuali “bulgare” per l’ok al nuovo contratto con gli incrementi salariali. Loris Scarpa: «La parte sana del settore sta reagendo bene alla crisi»

PADOVA. Cresce l’occupazione nel settore metalmeccanico padovano e il nuovo contratto nazionale di categoria incassa percentuali bulgare tra i 10 mila lavoratori che fino ad ora hanno partecipato al voto.
 
Secondo la Fiom Cgil di Padova si sta assistendo ad una ripresa importante del lavoro nelle aziende, un fenomeno testimoniato da un incremento intorno al 10% dei lavoratori somministrati nelle imprese del territorio.
«Si tratta di un trend che sta diventando evidente soprattutto in alcune grandi imprese del padovano – ha detto Loris Scarla segretario della Fiom padovana – In Carraro group, in Carel e ancora alla Komatsu di Este, per citarne solo alcune, i lavoratori somministrati sono molti, sono in crescita e i contratti, dall’inizio dell’anno, sono quasi tutti riconfermati.
 
È la testimonianza dell’ottimo stato di salute per lo meno della parte sana del settore metalmeccanico. Un settore che vede i lavoratori partecipare con entusiasmo alle operazioni di voto sul contratto nazionale di lavoro, approvato con percentuali di sì pari ad oggi al 97% circa.
 
D’altra parte si tratta di un contratto fortemente migliorativo sia sul piano della salute e della sicurezza, dei diritti e della formazione che su quello del salario, con un aumento di 112 euro per un quinto livello (100 per un terzo livello). Ci rendiamo conto che non dappertutto in Italia le cose vanno così bene coma da noi ma siamo anche orgogliosi di avere fatto, come sindacalisti e come lavoratori padovani, la nostra parte per la redazione di un contratto nazionale migliorativo». 
 
All’assemblea dei delegati della Fiom provinciale, in presenza e nel pieno rispetto delle regole di sicurezza sanitaria, era presente anche Michele De Palma, responsabile del settore automotive nella segreteria nazionale della categoria. «Padova ha avuto un ruolo propostivi strategico per la piattaforma contrattuale di questo nuovo contratto – ha detto De Palma – I comitati Covid aziendali, sperimentati per la prima volta su questo territorio, sono poi in effetti diventati uno degli strumenti a garanzia della salute e sicurezza dei lavoratori nel nuovo contratto nazionale di lavoro. Un documento che è senza dubbio migliorativo rispetto quelli del passato e che per la prima volta dalla grande crisi del 2008 vede aumenti salariali importanti. Aumenti garantiti da una clausola di garanzia che scatta qualora l’inflazione dovesse superare il valore degli incrementi salariali previsti nei prossimi 3 anni e mezzo». —