Electrolux, il caso Breda: "L'utilizzo del cellulare è consentito al lavoro per cronometrare la linea di montaggio"

I fatti risalgono all’1 giugno 2018, quando il sindacalista dello stabilimento di Susegana era appena stato reintegrato dopo un licenziamento al quale si era opposto. In quel primo giorno di lavoro era stato notato dalla team leader della catena di montaggio a cui era stato assegnato mentre utilizzava il proprio telefono cellulare. Quell’utilizzo - vietato, secondo l’azienda - era stato sanzionato con una multa

TREVISO. Legittimo l’uso del cellulare durante il lavoro per cronometrare i tempi della linea di montaggio. Electrolux perde davanti al giudice del Lavoro del Tribunale di Treviso al quale si era rivolta, che dispone l’annullamento della sanzione disciplinare comminata al dipendente, Augustin Breda, e la condanna al pagamento delle spese legali. Individuando nel comportamento dell’azienda una “responsabilità aggravata per la condotta in malafede”, la condanna inoltre a pagare 2.450 euro a favore del dipendente.

I fatti risalgono all’1 giugno 2018, quando Augustin Breda, sindacalista storico dello stabilimento Electrolux di Susegana, era appena stato reintegrato dopo un licenziamento al quale si era opposto rivolgendosi al tribunale di Pordenone. In quel primo giorno di lavoro era stato notato dalla team leader della catena di montaggio a cui era stato assegnato mentre utilizzava il proprio telefono cellulare. Quell’utilizzo - vietato, secondo l’azienda - era stato sanzionato con una multa: un’ora di lavoro.

Breda si era opposto a quel provvedimento con richiesta di conciliazione e arbitrato, iter al quale l’azienda non ha voluto aderire preferendo le vie legali. In tribunale il lavoratore - assistito dagli avvocati Giacomo Summa del foro di Roma, Marta Gasparini e Alessandro Capuzzo del foro di Padova -, aveva spiegato di trovarsi, quel giorno, in affiancamento con una collega esperta, e aveva utilizzato la funzione cronometro del proprio cellulare per misurare il tempo necessario a eseguire le mansioni nella postazione a cui era stato assegnato, mentre la collega le eseguiva materialmente.

Sebbene il regolamento aziendale vieti l’utilizzo del telefonino per ragioni personali, lo stesso regolamento nulla dice sull’utilizzo dell’apparato per motivi legittimi e connessi all’attività. Nella sentenza il giudice del lavoro respinge il ricorso di Electrolux definendolo “infondato” e, sulla base delle testimonianze raccolte, stabilisce che Breda aveva utilizzato il cellulare nella funzione cronometraggio “per qualche minuto, ossia il tempo di cronometrare uno o due frigoriferi”, pratica eseguita anche da altri lavoratori.

“L’applicazione della sanzione - si legge nella sentenza del giudice Massimo Galli - risulta non giustificata sulla base degli elementi di valutazione in possesso dell’azienda all’epoca della contestazione. Deve indursi che la contestazione non fosse fondata su ragioni disciplinari ma verosimilmente su intenti ritorsivi, ossia che la contestazione costituisse una reazione alla reintegrazione dello stesso lavoratore subita per effetto della decisione del tribunale di Pordenone”.

“Vi sono ulteriori aspetti che inducono a ritenere che la condotta aziendale sia stata ispirata a un atteggiamento di malafede nell’ambito del rapporto di lavoro nei confronti del lavoratore – prosegue il giudice -. L’azienda pur essendo stata espressamente invitata non ha accettato il procedimento di conciliazione e ha assunto per prima l’iniziativa di chiedere l’accertamento giudiziale della legittimità della sanzione senza attendere l’impugnazione del lavoratore. Tale condotta - si legge ancora nel dispositivo - induce il sospetto che l’azienda intendesse strumentalizzare l’azione giudiziaria utilizzata come ulteriore atto afflittivo nei confronti del lavoratore, avvalendosi della differente posizione economica, poiché le spese del procedimento giudiziale di accertamento risultano irrilevanti per la capacità patrimoniale dell’azienda, ma significative per il lavoratore”.

Da qui la decisione del giudice di applicare l’articolo 96 del codice di procedura civile “che ha la funzione precipua di scoraggiare l’utilizzo strumentale dell’azione giudiziaria”. In conclusione: sanzione di un'ora di lavoro annullata, e condanna per Electrolux al pagamento di 4.900 euro di spese di lite e ulteriori 2.450 euro a favore di Breda.