Metalmeccanici, in Fvg passa il referendum sul contratto

Con il 92% di sì le tute blu hanno ratificato l'accordo raggiunto da Fim Fiom e Uilm con Federmeccanica e Assistal a febbraio. Il contratto interessa oltre 280 mila lavoratori a Nordest

UDINE - Con il 92% di sì, i metalmeccanici del Friuli Venezia Giulia hanno approvato la proposta di rinnovo del contratto nazionale che interessa, in regione, circa 70 mila addetti, che salgono sopra i 200 mila con il Veneto per arrivare a 1,8 milioni in Italia.

Il Fvg è tra le prime regioni a validare il risultato della consulazione che avrà efficacia solo se raggiungerà la maggioranza nazionale.

Secondo l'intesa raggiunta a Febbraio tra Fim, Fiom Uilm, da un lato, e Federmeccanica e Assistal dall'altro, in busta paga arriveranno, a regime, aumenti di 112 euro sui minimi, mentre la durata è stata allungata di un anno, fino a giugno 2024.

Confermati i 200 euro l’anno di flexible benefit, mentre l'aumento salariale sarà diluito in 4 tranche a partire dal prossimo giugno: la prima di 25 euro; la seconda a giugno 2022 di altri 25 euro; la terza a giugno 2023, di circa 27 euro e l'ultima a giugno 2024 pari a 35 euro

In Fvg la consultazione ha coinvolto oltre 28 mila lavoratori in 179 aziende e ha richiesto "uno sforzo organizzativo straordinario, in condizioni estremamente difficili e complesse, causa situazione pandemica ancora in corso, oltreché al conseguente impatto della cassa integrazione che, seppur in forma minore, interessa ancora oggi molte imprese del settore", dichiarano Gianpiero Turus, Maurizio Marcon e Ezio Tesan, segretari regionali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Ulm Uil -. Il risultato referendario ha visto partecipare al voto 12193 lavoratrici e lavoratori. I sì - rendicontano i sindacalisti - sono stati 11.250, i no 675, le schede bianche e nulle 39".

"La vertenza del Contratto si è conclusa in un momento complicatissimo per l’intero paese, ciononostante il
risultato consente di superare le iniziali chiusure di Confindustria rispetto il ruolo del Contratto Nazionale.
Consegna per la prima volta incrementi salariali superiori all’inflazione, un rinnovato sistema
dell’inquadramento professionale, evoluzione che classifica i lavoratori in 4 macro aree professionali eliminando
la categoria più bassa e valorizzando le nuove professionalità. Su questo tema, la riscrittura delle declaratorie
contrattuali, innova ed aggiorna un sistema ormai non più attuale, realizzato nel 1973" ancora i sindacalisti.

Tra le novità del contratto, olre alla conferma  del welfare e della sanità integrativa, "promuove la previdenza complementare per i giovani lavoratori e affronta per la prima volta in un contratto, il tema della tutela delle donne vittime di violenza di genere, sia in ambito lavorativo che familiare, con strumenti efficaci come i congedi retribuiti e la garanzia di accesso al part-time e formule flessibili dell’orario di lavoro".

Infine, il nuovo contratto introduce nuovi diritti di informazione e partecipazione su innovazione e
miglioramento continuo, abbassando il requisito dimensionale delle aziende su cui si possono esercitare.