Saldo degli occupati positivo in Friuli Venezia Giulia, ma incombe il rischio tagli

I dati dell’osservatorio: creati 6.300 posti in più rispetto al primo trimestre dello scorso anno ma ci sono 5.500 licenziamenti “congelati”

UDINE. Saldo positivo per il lavoro dipendente in Fvg. Nei primi tre mesi dell’anno le assunzioni sono state ben 46.976 a fronte di 32.880 cessazioni per un saldo occupazionale di 14.093 unità (oltre 6.300 in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso) che è quasi il doppio rispetto allo stesso periodo del 2020, quando si era fermato - toccando il punto più basso degli ultimi 12 anni - a 7.771.

A trainare la ripresa è soprattutto il lavoro a termine, in particolare i contratti di somministrazione (+16,3%) e quelli parasubordinati (+1,9%). Quanto ai settori, chiudono in positivo le costruzioni (+28,9%), l'industria (+9%) e l'istruzione (+27,3%), mentre restano in zona negativa il comparto degli alberghi e dei ristoranti (-47%) e in minor misura il terziario (-3,2%). Si conferma il gap di genere con le assunzioni di donne in calo (-8,6%) al contrario di quelle maschili (+3,7%), con un +12,6% nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni.

Autore della dettagliata fotografia, presentata ieri, è l’Osservatorio regionale sul mercato e le politiche del lavoro nell’ambito del rapporto sull’occupazione in Friuli Venezia Giulia nei primi mesi dell’anno. Il dato macro è positivo, ma va letto nel contesto pandemico e in particolare delle politiche di salvaguardia dell’occupazione messe in campo dal Governo, una per tutte il blocco dei licenziamenti, che se da un lato ha messo in sicurezza migliaia di posti di lavoro anche in regione - l’Osservatorio stima siano stati “congelati“ 5.500 licenziamenti - a breve-medio termine rischia di produrre un effetto boomerang.

Lo ha spiegato mercoledì, dopo aver illustrato i principali dati del rapporto, Carlos Corvino, il ricercatore responsabile della struttura. «Si tratta - ha detto a proposito dei licenziamenti “sospesi“ - di lavoratori di cittadinanza italiana di età compresa tra i 30 e i 54 anni, assunti per la maggior parte a tempo indeterminato e impiegati soprattutto nel terziario (50%), nell'industria (25%) nelle costruzioni (11%) e nel comparto alberghi e ristorazione». Settori che l’amministrazione regionale tiene sotto controllo anche grazie all’attività di ricerca dell’Osservatorio come ha spiegato l’assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, commentando il rapporto.

Il saldo positivo registrato alla fine del primo trimestre tra cessazioni e assunzioni è per Rosolen «una conferma rispetto a quanto era maturato nella seconda parte del 2020. Accogliamo la notizia positivamente, ma sempre nella consapevolezza delle criticità che dovremo affrontare nei prossimi mesi e sulle quali ci stiamo preparando confrontandoci con gli attori del sistema. È molto importante tenere continuamente monitorata la situazione, andando alla ricerca degli aspetti positivi su cui costruire, così come le fasce che più hanno bisogno di intervento. Fasce - ha concluso Rosolen - che abbiamo individuato, segnalato al Ministero del Lavoro quando abbiamo avviato il confronto per la predisposizione delle norme da inserire nell'assestamento di bilancio di luglio».