Electrolux va in pressing sui sindacati per l’integrativo

A 13 giorni dal referendum non è stata sciolta la riserva e l’azienda scrive a Fim Fiom e Uilm che, ancora, non hanno espresso una posizione unitaria sulla validazione dell’accordo

PORDENONE. Che intendono fare le organizzazioni sindacali rispetto al contratto integrativo Electrolux?

La lettera di Ruben Campagner, responsabile delle relazioni industriali di Electrolux Italia, non è proprio stata stilata in questi termini, ma questa è la sostanza.

A distanza di 13 giorni dal referendum, la “riserva”, che è la condizione posta alla validità del contratto, ovvero il vaglio dei lavoratori, non è stata sciolta, e ora Electrolux scrive ai coordinatori nazionali di Fim, Fiom e Uilm e alle Rsu, per sapere quale sia la risposta.

E indica anche una data, quella del 31 maggio, che è il termine entro cui comunicare il famoso esito per consentire all’azienda di erogare, oppure no, gli acconti mensili del premio di risultato con la maggiorazione prevista dall’accordo.

«Per quel che ci riguarda come Uilm - dichiara Gianluca Ficco, coordinatore nazionale per il gruppo Electrolux - non posso che rinnovare l’invito a Fim e Fiom di convocare un coordinamento unitario prima di dare una risposta. Noi riteniamo che il referendum abbia validato l’intesa, avendo raggiunto una maggioranza di sì. Ma non possiamo ignorare il tema politico emerso dalla consultazione, con il “no” che è stato maggioritario nelle fabbriche dell’elettrodomestico, e questo rimarca Ficco - richiede un supplemento di discussione e l’apertura di un confronto su alcuni temi con l’azienda. Mi auguro - conclude Ficco - che il no a questa proposta non arrivi da Fim e Fiom».

«La Fiom - è la posizione di Simonetta Chiarotto, segretaria provinciale della Fiom di Pordenone - ha già detto con chiarezza quel che pensa. Il referendum è valido e l’esito della consultazione sancisce l’approvazione dell’accordo, e questo perché - spiega - la platea dei lavoratori che ha vagliato la piattaforma è la stessa che poi si è espressa sul documento. Quindi il contratto integrativo è valido per tutti». Rispetto alle ragioni del dissenso «sarà compito dei coordinatori nazionali, delle Rsu e dei segretari territoriali andare a verificare quali siano i problemi e cercare di risolverli».

Referendum valido e un risultato di maggioranza, anche se minima, che valida l’accordo anche per Massimiliano Nobis, coordinatore nazionale Fim. «Quel voto - spiega - ci spinge a mantenere la firma sull’intesa e anche ad aprire un dialogo con le Rsu e l’azienda con l’obiettivo di andare a superare le criticità che esistono». Fiducioso Nobis che entro oggi e domani «si possa arrivare ad una sintesi con Fiom e Uilm e dare una risposta all’azienda».

Infine ultima giornata di voto oggi a Porcia per eleggere le Rsu. —