Riparte l’occupazione in Friuli Venezia Giulia, ma resta al di sotto dei livelli pre-pandemia

Nei primi 4 mesi dell’anno avviate oltre 61 mila assunzioni a fronte di 46 mila cessazioni, con un saldo positivo di 15 mila unità. Ma rispetto al 2019 mancano all’appello il 22,3% delle assunzioni, oltre 5 mila posizioni di lavoro

UDINE. Saldo positivo per un migliaio di unità per il mercato del lavoro del Friuli Venezia Giulia.

Ad aprile l’osservatorio della Regione conta 14.487 assunzioni, 13.487 cessazioni di rapporti lavorativi e, quindi, un saldo di + 1.000.

I dati, riferiti al lavoro dipendente, portano a un totale, sui primi quattro mesi dell'anno, di 61.460 assunzioni, 46.367 cessazioni e a un saldo positivo di oltre 15.000 unità.

La rilevazione diffusa dall'Osservatorio regionale su mercato e politiche del lavoro conferma «il trend di ripresa dell'occupazione per il 2021 ma resta ancora significativo il divario con i livelli pre pandemia, soprattutto nel terziario e nel turismo».

Rispetto al 2020, sottolinea l'Osservatorio in una nota, «la crescita è evidente»: ad aprile l'incremento tendenziale raggiunge +158,6%, il saldo complessivo +3.872 unità.

Considerando i primi quattro mesi dell'anno, l'incremento tendenziale delle assunzioni è pari a +15,4% e le posizioni di lavoro crescono di oltre 10.000 unità. Ad aprile 2020 però, ricorda l'Osservatorio, si era registrato un calo «piuttosto intenso rispetto allo stesso mese del 2019, vista la fase iniziale di contenimento della pandemia: il decremento delle assunzioni era pari al 72% e le posizioni di lavoro in meno erano 7.858». Rispetto al periodo pre pandemia, nel 2021 «mancano» all'appello il 22,3% delle assunzioni e poco più di 5.000 posizioni di lavoro.

La ripresa della dinamica del mercato del lavoro, spiega l'Osservatorio, è spinta dal lavoro temporaneo, dal lavoro in somministrazione e dall'apprendistato, in particolare nella manifattura (+9% nel primo trimestre 2021 rispetto 2020), nell'istruzione (+27,3%) e nelle costruzioni (+28,9%).

ALESDIMARCO

Questi ultimi due settori inoltre mostrano un incremento ad aprile 2021 anche rispetto allo stesso periodo del 2019 (rispettivamente +6,2% e +26,6%).

Nonostante il «rimbalzo» positivo ad aprile, la situazione per il comparto del terziario e del turismo rimane legata all'incognita della stagione estiva, «anche se si hanno informazioni sul buon andamento delle prenotazioni. Si tratterà di capire se e in che termini ci sarà un problema di mismatch per talune figure professionali nell'ambito turistico: molti datori di lavoro nel settore stanno infatti segnalando in questi giorni una difficoltà a reperire personale».

L'andamento della ripresa tende a confermare il «dualismo» settoriale – conclude l'Osservatorio - da un lato i servizi e il terziario ancora in crisi anche se in recupero, dall'altro il manifatturiero e le costruzioni in ripresa.