Artigiani, allarme ricambio generazionale: in dieci anni quasi dimezzati i giovani imprenditori

Studio Unioncamere e InfoCamere: giù del 42 per cento gli under trenta, di contro sono cresciuti del 47 per cento i titolari di impresa over 70

VENEZIA. La staffetta generazionale non sempre funziona al meglio nel mondo artigiano. I dati diffusi ieri da Unioncamere analizzano il progressivo spostamento verso l’alto dell’età dei titolari di imprese artigiane. Se nel 2011 per ogni imprenditore over 70 c’erano almeno due titolari d’impresa under 30 pronti a sostituirlo, nel 2021 questo “ricambio” tra generazioni è sceso a meno di uno (fatta eccezione per il Nord Ovest).

Per una corretta valutazione occorre guardare il tasso di sostituzione, ovvero il rapporto tra la popolazione nella classe di età 18-29 anni e quella di età superiore ai 70 anni. In Veneto il tasso di sostituzione dei titolari di imprese individuali artigiane è pari al 90%, meglio va in Friuli Venezia Giulia con un tasso pari al 98%. Rispetto a 10 anni fa (dati al 31 marzo scorso) in Veneto gli artigiani titolari di imprese tra 18 e 29 anni sono scesi di 2.523 unità, - 22.986 (20-49 anni), crescono di 9.485 unità tra 50 e 69 anni, in crescita anche sopra i 70 anni di 1.221 unità.

Complessivamente in Veneto in 10 anni sono andate perse 14.803 aziende artigiane. In Friuli Venezia Giulia nello stesso periodo sono calati di 347 unità gli artigiani tra 18 e 29 anni, -3.949 gli artigiani tra 30 e 49 anni, crescono di 2.331 tra 50 e 69 e di 290 sopra i 70 anni. Complessivamente la regione perde in 10 anni 1.675 unità. Nonostante l’artigianato pesi per il 9,5% sul Pil e rappresenti il 21,2% delle imprese, il mestiere dell’artigiano rischia di attrarre sempre meno giovani. A livello nazionale in dieci anni si sono perse 28mila imprese di under 30, diminuite del 41,9% rispetto al 2011. Mentre sono cresciute del 47% le ditte individuali guidate dagli over 70.

L’impresa individuale resta la dimensione preferita dagli artigiani. Alla fine di marzo di quest’anno il 77,7% di tutte le imprese artigiane operava con la forma più semplice e meno strutturata, una percentuale del tutto in linea con quella rilevata dieci anni prima (78,1%). Dal punto di vista territoriale, questa connotazione caratterizza in modo particolare le regioni del Centro-Sud, con in testa il Lazio (83,4%) seguito da Campania e Puglia (83,3%). Sul versante opposto, le regioni in cui la percentuale di imprese artigiane individuali è più contenuta sono concentrate al Centro-NordEst: a cominciare dalle Marche (70,9%) per proseguire con Veneto (71,9%), Trentino-Alto Adige (72,1%), Umbria (72,4%), Emilia-Romagna (74,6%) e Friuli Venezia Giulia 76,6%.