Fabbriche, sulle ferie d’agosto incombe l’incognita delle forniture

Le grandi aziende programmano le chiusure in maniera più flessibile: «Pronti a rivedere i piani se si sbloccano gli arrivi di materie prime, in stallo da mesi»

In ferie? Dipende dalle forniture. Se permane lo stallo attuale, con la difficoltà a reperire materie prime e componenti, le fabbriche del Nordest chiuderanno i battenti una, due o anche tre settimane in agosto, come da tradizione. Se invece qualcosa si dovesse sbloccare nelle supply chain, in modo da poter alimentare una domanda che per quasi tutti cresce in doppia cifra, le stesse fabbriche potrebbero rinunciare alla chiusura, aumentando i ritmi produttivi e “spalmando” le ferie dei propri dipendenti.

Carraro flessibile

Un esempio tra i tanti: dal gruppo padovano Carraro, leader nei sistemi di trasmissione per macchine agricole e movimento terra, sottolineano come «al momento prevediamo una chiusura estiva in linea con la nostra programmazione tradizionale, due o tre settimane ad agosto a seconda della pianificazione produttiva degli stabilimenti in Italia. Al momento il nostro Gruppo, in linea con tutte le aziende italiane di ogni settore, sta registrando qualche ritardo nella supply chain: qualora dovessimo avere un incremento nei volumi di fornitura, sicuramente potremmo valutare di portare la chiusura a due settimane in ogni stabilimento».

Electrolux a rotazione

In Electrolux, colosso con presenze sia in Friuli sia in Veneto, la situazione è diversificata: a Susegana c'è richiesta di straordinari, a Porcia stanno facendo cassa per mancanza di componenti e flessione degli ordini. E per ferie e chiusure? «Per Porcia i lavoratori faranno due settimane di ferie a rotazione, la produzione sarà però sospesa solo per una settimana, quella precedente Ferragosto, in modo da continuare a servire al meglio le richieste del mercato – spiegano dalla multinazionale – Per Susegana, come negli ultimi dieci anni, non ci saranno giornate o settimane di chiusura e i lavoratori faranno due settimane di ferie a rotazione».

Benetton, Luxottica, Safilo

Altri settori, come il tessile, hanno meno incognite: in Benetton, per esempio, «consueta fermata collettiva estiva per tutte le sedi del gruppo – spiegano da Treviso – che cade nella settimana centrale di agosto», ovvero da lunedì 9 a domenica 15, «discorso che non vale per i negozi, che non chiudono per ferie». Stessa settimana di stop, dal 9 al 15, anche per la padovana Safilo, ma solamente per il magazzino: «In produzione e amministrazione si continuerà a lavorare sempre, con ferie a rotazione», spiegano in azienda. Restando nell’occhialeria, stavolta a cavallo tra le province di Belluno e Treviso, Luxottica chiuderà per due settimane, dal 9 al 22 agosto, per quanto riguarda le sedi produttive di Agordo e Pederobba. Per il centro logistico di Sedico, invece, si torna all’incognita legata alle materie prime.

Gruppo Zoppas

Mercati «surriscaldati», così li definisce Gianfranco Zoppas, a capo del gruppo Zoppas Industries con Irca e Sipa. I primi sei mesi dell’anno hanno registrato un trend di crescita non solo sul 2020, bensì anche sul 2019: «Rispetto a due anni fa siamo intorno a un recupero del 15%, che si consoliderà a fine 2021», ha spiegato Zoppas. Lavoro straordinario, dunque, in estate, o ferie ridotte? «No, per il momento procediamo normalmente – precisa Zoppas – Nei prossimi mesi vedremo». Tradotto in date: la Sipa non chiuderà mai i battenti del tutto, garantendo produzione con lavoro a rotazione, mentre l’Irca rimarrà chiusa per tre settimane, dal 9 al 29 agosto, spiegano in azienda.

Il sindacato

«È complicato, stiamo navigando a vista – dice Maurizio Marcon, segretario Fiom Cgil del Friuli Venezia Giulia – perché il lavoro c’è, la prospettiva di ripresa per il manifatturiero metalmeccanico è concreta, ma da due mesi a questa parte quello del rifornimento di materie prime è un problema pazzesco. Se ci fossero i materiali a disposizione, sicuramente staremmo discutendo con le imprese di calendari ferie spalmati, anticipati o posticipati». Come vi state gestendo? «Mediamente la chiusura delle fabbriche nella settimana di Ferragosto rimane, anche perché è legata al fermo dei trasporti in quei giorni. Ma la situazione è imprevedibile: le aziende medio-grandi ipotizzano un calendario ferie, ma con l’incertezza legata alle materie prime che potrà stravolgerlo. Finora i fermi sono stati gestiti con la cassa Covid, dal primo luglio si ricorre eventualmente alla cassa integrazione ordinaria, oppure non è improbabile che le aziende chiedano ai lavoratori di scaglionare le ferie».

La piccola impresa

«Per assecondare la richiesta di mercato dovremmo tenere aperto tutto agosto – spiega Alberico Crosetta della Antrax di Resana, 60 dipendenti, obiettivo 9 milioni di fatturato, che produce radiatori di design – ma in quel periodo non c’è materia prima perché i fornitori sono chiusi, quindi anche noi chiudiamo nelle due settimane centrali di agosto». Il contesto è sempre lo stesso: «Mercato che va molto bene, in aprile cresciamo del 29% sul 2019 e del 65% sul 2020 – spiega Crosetta – ma è difficile programmare tra rincari e carenza di materie prime: consegne che arrivavano a 30/60 giorni oggi sono a sei/sette mesi».

f.poloni@gnn.it