Dall’indennità al diritto a disconnettersi, Generali firma l’intesa sul lavoro agile

Le video call solo nella fascia 9-18 e diritto a spegnere pc e telefono. Ecco l’accordo sindacale per regolamentare lo smart working nel dopo emergenza Covid delle Generali, il primo in Italia del settore. Prevista anche una indennità di 300 euro l’anno. Il cosiddetto Next Normal è in fase sperimentale

TRIESTE. «Difficile pensare che dopo due anni di pandemia tutto tornerà come prima». Gianluca Perin, direttore delle Risorse umane di Generali Italia, ha firmato l’accordo sullo smart working che apre una nuova era nell’organizzazione del lavoro nel gruppo. Ormai da mesi la compagnia ha svuotato gli uffici per la pandemia: «Per noi questo è il futuro».

Si tratta di un accordo di grande rilevanza perché, come sottolinea la Fit-Cisl, è il primo nel settore a regolamentare lo smart working anche nella fase post-pandemia: «Abbiamo lanciato un modello ibrido, per lavorare in tranquillità nonostante l’emergenza sanitaria, in presenza e da remoto. Stabilito il decalogo operativo, questo accordo è destinato a diventare la nuova normalità», spiega Perin.

Alle Generali hanno infatti chiamato l’accordo Next Normal introducendo per la prima volta il diritto alla disconnessione «per promuovere il benessere e la conciliazione di vita e lavoro di lavoratori e lavoratrici». Fatto rivoluzionario nell’era digitale. Non a caso ci sono colossi come la Apple che hanno avviato vere e proprie campagne contro l’eccesso di dipendenza tecnologica sul lavoro monitorandone l’esposizione nei loro dispositivi.

Alle Generali non vi sarà nessun obbligo di risposta a email, telefonate, al di fuori dell’orario di lavoro. Sono definite anche regole di rispetto dei momenti di pausa e ferie, con le funzioni di ritardo di invio delle email. Le riunioni in video call saranno attivabili fino alle 18, con pause di minimo 10 minuti fra una riunione e l’altra.

Quali i vantaggi del lavoro ibrido? Spiega Perin: «C’è stata la convinzione che lo smart working favorisca la naturale introduzione di tecnologie sempre più avanzate e, al contempo, un processo naturale di apprendimento e aggiornamento continuo delle competenze professionali. Ma non solo. Favorisce la conciliazione delle esigenze delle famiglie fra casa e lavoro e incoraggia la crescita manageriale femminile».

Insomma, più smart working e meno part time: «Ciascuno può gestire il suo tempo in modo flessibile. Per noi contano risultati, produttività, efficienza indipendentemente dalla presenza», commenta Perin.

L’accordo (il primo nel settore a dar seguito al protocollo Ania dello scorso febbraio) riguarda le compagnie italiane. Generalmente le giornate smart saranno da 3 a 4 per i contact center (la compagnia diretta Genertel, sede a Trieste, con Genertel Life conta 1.100 dipendenti), 2 per il personale amministrativo della rete Alleanza.

Il personale amministrativo con sede di lavoro presso le sedi direzionali (da Trieste aMilano fino Mogliano Veneto sede di Generali Italia), lavoreranno di norma fino a 3 giorni a settimana: «Massima flessibilità, però nella distribuzione delle giornate, previo accordo con il proprio responsabile».

L’intesa disciplina anche le riunioni previste nella fascia oraria dalle 9 con termine entro le 18: «Difficile ricreare la pausa caffè o momenti di socializzazione se non si è presenti in ufficio. Ma sono convinto che anche lo smart working se regolato può rafforzare il senso di appartenenza in azienda», commenta Perin.

L’accordo sarà soggetto a verifica fra un anno anche per capire come nel frattempo sarà cambiato lo scenario della pandemia. Ma c’è più efficienza? «Nessun peggioramento. Anzi, in alcune aree gli indici sono persino migliorati perchè le persone sono più concentrate e con meno interruzioni».

Previsto anche un riconoscimento economico, compreso il buono pasto anche nelle giornate di lavoro agile. Per il 2021 l’azienda corrisponderà a tutti i lavoratori che in fase emergenziale hanno prestato attività con modalità smart working, un contributo una tantum di euro 500 a titolo di ristoro per le spese sostenute, nonché di contributo per l’organizzazione della postazione di lavoro. In futuro questa cifra si ridurrà a 300 euro ma diventerà un’indennità forfettaria annuale.

Riconoscimento che coprirà i costi sostenuti per il lavoro da casa come wifi e telefono. E la sedia ergonomica? «Anche quella. Alle Generali chi voleva ha avuto la possibilità di portarsi a casa quella dell’ufficio».

Il numero di giorni settimanali di smart working potrà essere ridefinito per i lavoratori che esprimano particolari esigenze, a partire dai neogenitori fino ai primi 36 mesi di vita del bimbo, passando per i dipendenti fragili, invalidi o con particolari patologie fino ad arrivare ai lavoratori che passino dal part-time al full-time, agevolandoli grazie al lavoro agile.

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