Mercato del lavoro finalmente in ripresa in Fvg

I dati dell’Osservatorio regionale fotografano una forte ripartenza delle assunzioni, +27,2% rispetto al 2020. La previsione è di ritornare sui livelli pre-Covid entro fine anno 

TRIESTE. Mercato del lavoro dinamico in Friuli Venezia Giulia con incrementi significativi, nel periodo gennaio-luglio 2021 rispetto al 2020, ma non ancora in linea con i livelli pre-Covid, ovvero lo stesso periodo del 2019.

La rilevazione dell’Osservatorio regionale FVG evidenzia 130 mila 267 movimenti di assunzione, +27,2% rispetto allo scorso anno e -6,9% sul 2019, e 108 mila 667 cessazioni di rapporti di lavoro, +17,1% e -7,1%, con un saldo positivo di 21 mila 600 unità, quasi 12 mila in più rispetto allo scorso anno, e -1.328 nel raffronto con lo stesso periodo del 2019.

«Rispetto al 2020 - spiega Carlos Corvino, responsabile dell’Osservatorio - l’incremento delle assunzioni e la tendenza all'aumento delle posizioni di lavoro è netta e intensa, mentre il recupero dell’occupazione dipendente rispetto al periodo pre-pandemia è in linea con l’elevata crescita del Pil (stimato in +5% sia quest’anno che il prossimo)». Osservando l’andamento mensile, negli ultimi tre mesi le assunzioni “lorde”, al netto delle cessazioni, hanno superato il livello del 2019 ed è probabile che la stessa cosa accadrà in agosto. Per cui «la fase di espansione dell’economia dovrebbe portare il mercato del lavoro alla fase pre-pandemica entro la fine dell’anno»,è la previsione di Corvino.

A trainare le assunzioni sono soprattutto i contratti a tempo determinato, +23,1% sul 2020, la somministrazione, +31,7%, e l’apprendistato, +21,2%; si segnalano in ripresa anche il lavoro intermittente e quello parasubordinato. Segno più - ma su livelli più modesti - anche per i contratti a tempo indeterminato, +2,7%. Rispetto ai settori, buone le performance dell’industria, con la manifattura che mette a segno un +26,8%, e le costruzioni, +27,4, ma la crescita si riverbera anche sugli altri comparti con il terziario a +19,7%, alberghi e ristoranti +18,1%, e agricoltura, +3,2%.

Tra i profili più ricercati ci sono le figure ad alta specializzazione e quelle tecniche, gli operai specializzati e le professioni esecutive. Tra le cessazioni la stragrande maggioranza riguarda la scadenza del contratto a termine. È presto per capire gli effetti dello sblocco dei licenziamenti, ma secondo Corvino non è probabile un loro incremento drammatico.

e.delgiudice@gnn.it