Alle tute blu piace il lavoro agile. Fim Cisl Fvg: «E’ ora di rimodulare gli orari»

La proposta nel corso del congresso del sindacato dei metalmeccanici che ha rieletto la segreteria. Gianpiero Turus: «Occorre bilanciare le flessibilità richieste dalle aziende, ma anche consentire una maggiore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro»

TRIESTE. La pandemia ha portato alla scoperta dello smart working e la nuova modalità di lavoro, utilizzata a piene mani in emergenza, può diventare la nuova normalità.

Ne è convinta la Fim Cisl Fvg, il sindacato dei metalmeccanici cislino, che ne ha discusso nel corso del congresso svoltosi a Trieste durante il quale ha eletto la segreteria.

«E’ necessario un ripensamento dell’organizzazione del lavoro – ha detto il segretario, confermato, Gianpiero Turus –, prendendo in considerazione l’idea di una rimodulazione dell’orario, che vada nella direzione di bilanciare le flessibilità richieste dalle aziende, ma anche di consentire una maggiore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Del resto questa necessità, al centro delle rivendicazioni della Fim, è stata in qualche modo sollecitata anche dall’utilizzo dello smart working».

Secondo un’indagine della categoria (realizzata con Adapt e Università Cattolica), declinata anche a livello regionale e che prende a campione 334 metalmeccanici (oltre 5mila in tutta Italia), ci sono ben pochi dubbi: «il lavoro agile è sicuramente impegnativo, ma permette una flessibilità molto apprezzata dai lavoratori. A confermare questo gradimento, anche in Friuli Venezia Giulia, è la valutazione dei lavoratori rispetto all’esperienza vissuta che nel 67% delle risposte si attesta, su una scala da uno a 10, tra 8 e il massimo punteggio, tanto che il 53,6% degli intervistati, se potesse, continuerebbe a lavorare in smart working anche in futuro – prosegue Turus –, possibilmente secondo un modello ibrido, ovvero qualche giorno a settimana (65%)».

Gianpiero Turus

Tra i punti di forza riconosciuti al lavoro agile, la possibilità di migliorare significativamente la conciliazione, di poter godere di maggior tempo libero, e di stare di più con i propri figli (31%).

«La pandemia è stato un grande banco di prova, ma ora bisogna uscire dall’emergenza, strutturando un modello sostenibile e duraturo di lavoro agile, che punti sulle competenze e che generi nel contempo capacità di risultati per le aziende e benessere e soddisfazione per chi lavora – commenta Turus, ricordando che durante la pandemia sono stati oltre 500mila i metalmeccanici che hanno lavorato completamente o parzialmente con modalità agile».

«Serve – aggiunge – dare spazio ad una contrattazione che sappia regolare al meglio questa modalità lavorativa, ponendo al centro il lavoro per obiettivi. Non solo per migliorare i tempi vita/lavoro delle persone ma anche gli aspetti legati alla formazione, alla sicurezza ed ergonomia, il diritto alla disconnessione e le agibilità togliendo molti lavoratori dalla condizione di solitudine ed incertezza in cui oggi si trovano».

Ai lavori del congresso della Fim Cisl Fvg ha partecipato anche il segretario generale, Roberto Benaglia.

L’elezione ha visto la conferma della segreteria uscente composta, oltre che da Turus, da Pasquale Stasio e Gianni Piccinin).

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