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In Fvg 10 mila posti disponibili in luglio: un’azienda su due non trova personale

Carenza di operai specializzati e conduttori di macchine e impianti. C’è più disponibilità nel commercio e servizi

Riccardo De Toma
2 minuti di lettura

Più di diecimila assunzioni a luglio, quasi 27mila nel terzo trimestre dell’anno. Non è un consuntivo, ma una stima elaborata in base alle rilevazioni del sistema informativo Excelsior, gestito da Unioncamere in accordo con l’Agenzia nazionale per le politiche attive per il lavoro (Anpal). Numeri in leggera flessione rispetto all’estate 2021, ma che sembrano confermare una situazione quantomeno di tenuta del tessuto produttivo e occupazionale. Si confermano, nello stesso tempo, anche le forti criticità nell’incrocio tra domanda e offerta di lavoro, visto che quasi un’impresa su due, per la precisione il 46% delle aziende del Friuli Venezia Giulia intervistate nell’ambito dell’indagine, prevede difficoltà nell’individuare e selezionare i profili richiesti.

SOS SPECIALIZZATI

I problemi di recruiting riguardano un po’ tutti i settori, ma si aggravano per le mansioni più professionalizzate. Particolarmente allarmante la carenza di operai specializzati e di conduttori di macchine e impianti: il 63% delle imprese prevede forti difficoltà nel reperire queste figure, che con oltre 3mila entrate previste a luglio rappresentavano da sole circa il 30% del totale delle assunzioni.

Va un po’ meglio se si tratta di trovare i cosiddetti “colletti bianchi”, se è vero che nell’ambito del commercio e dei servizi la percentuale di aziende in difficoltà nel reperire personale scende al 37% (ma con punte superiori al 40% per cuochi e camerieri e al 45% in ambito socio-assistenziale).

Da segnalare come siano soprattutto questi settori a trainare le assunzioni nel periodo estivo, con quasi 3.500 nuovi ingressi stimati solo a luglio nell’ambito del commercio e del turismo, con quest’ultimo a fare la parte del leone (2.300 assunzioni). Tornando ai problemi di recruiting, la percentuale di criticità scende al 29% nel caso delle mansioni non qualificate, mentre può arrivare a superare il 90% tra i dirigenti, i tecnici e i professionisti di fascia alta. Mancano cervelli, ma anche mani: se è vero infatti che trovare il laureato giusto è complicato per il 54% delle imprese, la percentuale sale al 62% se si tratta di selezionare figure con diplomi o abilitazioni professionali.

STABILI E PRECARI

Le tipologie di contratto confermano come il tempo determinato resti la principale porta d’ingresso nel mondo del lavoro. Delle 10.460 assunzioni stimate a luglio, il 51% era prevista con contratto a termine e solo il 15% a tempo indeterminato. Sommando l’apprendistato, la quota dei nuovi rapporti di lavoro stabili non supera il 20%. La quota del lavoro somministrato, a luglio pari al 14% delle assunzioni, per salire nell’industria, dove gli interinali rappresentavano il 22% dei nuovi ingressi nel mese.

I SETTORI

Guardando ai macrosettori, i due terzi delle assunzioni previste, 7mila su un totale di 10.460, si concentrano nel terziario, dal commercio e turismo ai servizi a persone e imprese. Resta forte la componente di lavoro non specializzato e di lavoratori senza titoli di studio oltre alla licenza media (il 34% del totale). I laureati rappresentano solo il 13% dei nuovi assunti. Conta l’esperienza accumulata nella mansione specifica, che è richiesta per il 62% delle assunzioni previste. Tra i dati positivi quello relativo alle assunzioni di under 29, che rappresentano il 40% dei nuovi ingressi: non male, per una regione dove meno del 15% degli occupati si colloca in questa fascia di età. Sul dato, però, incide fortemente il fattore stagionale legato al comparto turistico. —

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