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La ripresa del turismo veneto, da gennaio a luglio oltre 103 mila assunti

La crescita ha interessato soprattutto i rapporti di lavoro stagionali, che valgono il 52% del totale e che sono aumentati del +12%, mentre quelli non stagionali hanno registrato una flessione pari al -6%.

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VENEZIA. Il 2022 si sta rivelando un anno particolarmente positivo per il settore turistico veneto, sia in termini di presenze che sul versante occupazionale. Se da un lato, secondo i dati del Sistema Statistico Regionale, nei primi cinque mesi dell’anno le presenze turistiche sono più che triplicate rispetto allo scorso anno, dall’altro l’analisi di Veneto Lavoro sulla domanda di lavoro nel settore turistico rileva come tra gennaio e luglio si siano registrate oltre 103.000 assunzioni, con una crescita pari al +2,4% rispetto allo stesso periodo del 2019, anno record per l’occupazione regionale.

La crescita ha interessato soprattutto i rapporti di lavoro stagionali, che valgono il 52% del totale e che sono aumentati del +12%, mentre quelli non stagionali hanno registrato una flessione pari al -6%. Tra gli stagionali, l’incremento è stato significativo anche per i giovani (+16%) e ha riguardato tanto gli italiani (+11,3%) quanto gli stranieri (+13,8%).

Le figure più ricercate sono quelle dei camerieri (12.865 assunzioni, +15,6% rispetto al 2019), dei cuochi (6.954) e dei baristi (5.481), ma a crescere maggiormente rispetto a tre anni fa è stata la richiesta di bagnini (+41,1%) e addetti al banco nei servizi di ristorazione (+20,6%).

L’andamento positivo dell’occupazione riguarda l’intero mercato del lavoro regionale. Come evidenziato nell’ultimo numero della “Bussola”, nei primi sette mesi del 2022 si è registrato un saldo positivo per oltre 78.200 posti di lavoro dipendente, in crescita del 25% rispetto al 2021.

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