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Flex manda a casa i somministrati, scatta lo sciopero. I sindacati al Mise: «Ci convochi»

Una ottantina i contratti di lavoro che sarebbero stati interrotti dall’azienda. Usb proclamata una giornata di sciopero per il 9 settembre; FeLsa Cisl NIdiL Cgil e UilTemp chiedono un incontro urgente al Mise

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TRIESTE. «Da fonti istituzionali abbiamo appreso che Flex ha interrotto unilateralmente i contratti di lavoro degli 80 lavoratori in somministrazione. Un fatto gravissimo, che avviene a un giorno dal tavolo ministeriale: un macigno per gli 80 lavoratori, molti dei quali alla Flex da più di 10 anni».

Lo rende noto Sasha Colautti per l'Usb Lavoro Privato - Federazione di Trieste. Di recente l'azienda, attiva nella produzione di apparati per la trasmissione di dati ad alta velocità, aveva annunciato 280 esuberi, di cui 80 interinali. Sullo sfondo l'ombra della delocalizzazione di alcuni reparti in Romania.

«Un fatto ancora più grave perché - osserva Colautti in una nota - questo avviene a latere di un accordo sindacale firmato dalle sole Fim, Fiom, Uilm e Ugl, che a nostro giudizio ha svenduto la vertenza complessiva su Flex e sacrificato i lavoratori in somministrazione/staff leasing».

«Usb non ci sta e proclama per tutta la giornata di domani uno sciopero generale e un'assemblea davanti ai cancelli alle 14.30», durante la quale «valuteremo l'esito del tavolo ministeriale e decideremo come rispondere a questa decisione drammatica e ingiusta della multinazionale Flex».

Le segreterie regionali Fvg di FeLSA CISL NIdiL CGIL e UILTemp «apprendono che la FLEX ha
predisposto in maniera unilaterale e non condivisa la chiusura dei contratti di somministrazione, pur
trovandoci all’interno di un percorso istituzionale avviato al MISE e avendo fornito garanzie che tutto
sarebbe rimasto sospeso sino alla ristretta del 9 settembre, dopo che nell’incontro di inizio
agosto non si era trovato l’accordo sulla chiusura a ottobre dei contratti di somministrazione voluta
dall’azienda e alla quale abbiamo sempre opposto tutta la nostra resistenza», è la posizione delle tre organizzazioni sindacali.
«Nel trovare gravissimo questo atteggiamento, siamo a richiedere urgentemente al MISE la
convocazione immediata di un tavolo ufficiale, per dar seguito al percorso istituzionale avviato e nel
quale poter chiedere a Flex di chiarire la propria posizione smentendo quanto da noi appreso e
fornendo le dovute garanzie occupazionali di tutti i lavoratori». I sindacati si riservano di avviare nuove iniziative d’intesa con i lavoratori.

(articolo aggiornato alle 16,50)

e.delgiudice@gnn.it

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