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Addio al contratto Fiat, dopo 11 anni il Gruppo Marelli va con i metalmeccanici

Il Gruppo si prepara a disdire il contratto applicato in Fca per passare, dal primo gennaio, al contratto collettivo nazionale di categoria. La decisione interessa gli 850 addetti di Automotive Lighting di Tolmezzo

Maura Delle Case
1 minuto di lettura

Lo stabilimento Automotive Lighting (Gruppo Marelli)  di Tolmezzo 

 

TOLMEZZO (UDINE). Dopo 11 anni di contratto specifico ex Fiat, ai lavoratori del gruppo Automotive Lighting, compresi dunque i quasi 900 in forze allo stabilimento di Tolmezzo, sarà applicato il contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici.

Lo ha annunciato il gruppo Marelli (di cui Automotive fa parte) che si prepara a disdettare nei prossimi giorni il contratto specifico per passare poi, dal 1 gennaio 2023, al Ccnl. Un passaggio che le parti sociali guardano chi con entusiasmo, chi con qualche apprensione.

Se infatti da un lato la Fiom «brinda» al ritorno di Marelli nell’alveo della contrattazione collettiva, che «ai lavoratori restituisce la libertà di eleggere i propri delegati» e ai delegati quella di partecipare i tavoli di contrattazione, dall’altro Fim e Uilm puntano a strappare al gruppo la conferma di tutti i trattamenti di miglior favore.

Per Fiom si tratta di una svolta non più rinviabile a valle dello spin-off di Marelli da Fca e dell’acquisizione del gruppo da parte del Fondo KKR. «Salutiamo con soddisfazione il rientro dell’azienda nell’alveo del Ccnl e ci auguriamo possa riprendere ora una nuova stagione di relazioni sindacali, di contrattazione e rappresentanza dei lavoratori che potranno finalmente eleggere i loro delegati» ha commentato il segretario provinciale di Fiom Cgil Udine, David Bassi.

Con meno entusiasmo salutano il ritorno all'origine i dirigenti di Fim e Uilm determinati a mettere in sicurezza alcuni plus, sia economici che normativi, contenuti nel Ccsl rispetto al contratto nazionale. A ricordarne due tra i tanti è lo storico delegato di Automotive Lighting a Tolmezzo, Liduino D’Orlando: «Il contratto specifico prevede una maggiorazione del turno di notte del 60,5% rispetto al 20% del Ccnl così come prevede un gettone di presenza per il lavoro del sabato sera di 25 euro e della domenica mattina e pomeriggio di 40 euro, gettone che nel contratto nazionale non esiste».

Obiettivo del sindacato sarà ora quello di mettere in sicurezza, nell’ambito della contrattazione di secondo livello, questi trattamenti economici. «All’azienda - conferma Fabiano Venuti, referente di Fim Cisl in Alto Friuli - abbiamo chiesto di iniziare subito un negoziato che recuperi nell'integrativo aziendale il differenziale positivo presente nel contratto ex-Fiat».

«Monitoreremo tutto quello che riguarderà la gestione di Tolmezzo - rilancia Giorgio Spelat, segretario di Uilm Uil Udine - ed ogni eventuale ripercussione sui lavoratori». 

mauradellecase@gmail.com

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