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Intesa prepara la rivoluzione dei bancari: al lavoro solo 4 giorni

Intesa Sanpaolo fa da apripista nel mondo del credito e studia la mini-settimana. Aperto il tavolo della trattativa che prevede 36 ore di lavoro settimanali spalmati su quattro giorni. Il negoziato, lato sindacati, punta ad estendere la possibilità anche ai lavoratori degli sportelli bancari

Roberta Paolini
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
2011 AFP 

Intesa Sanpaolo fa da apripista nel mondo del credito e studia la mini-settimana di quattro giorni. Lo scoop è di Repubblica che l’ha pubblicato sul suo sito lunedì 10 ottobre e ieri sul quotidiano.

L’intenzione è quella di concedere ai dipendenti di lavorare per quattro giorni al posto dei cinque canonici, ma con una correzione al rialzo delle ore quotidiane, che passerebbero da 7,5 a 9. Il bancario si troverà così a godere di un giorno in più di libertà per un totale di 36 ore complessivamente lavorate rispetto alle 37,5 tradizionalmente svolte.

Come noto, e come ha tenuto a ribadire anche il segretario della Fabi, il più potente sindacato bancario italiano, Sileoni l'attuale contratto del credito già prevede la settimana corta di quattro giorni, fissandone in 36 le ore massime. Aggiungendo in una intervista su Radio Capital “Intesa non è apripista è il contratto nazionale che già lo prevede”. Ma resta pur sempre vero che benché il contratto nazionale lo preveda senza contrattazione di secondo ivello che pieghi la norma contrattuale sulle necessità della vita aziendale questa iniziativa, per quanto innovativa, resta solo sulla carta. Ed ecco perché sulla questione Ca’ de’ Sass con il responsabile della direzione affari sindacali Alfio Filosomi ha formalmente avviato una trattativa con i sindacati Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin. «Coerentemente con le previsioni del vigente contratto nazionale - scrive Intesa nella documentazione trasmessa ai sindacati e riportata su La Repubblica - il Personale (con esclusione di quello operante in turni o assegnato a Filiali) può richiedere di adottare un'articolazione oraria giornaliera di 9 ore su 4 giorni, con possibilità di variare le giornate lavorate dal lunedì al venerdì, d'intesa con il proprio Responsabile ». Ed è su questo punto che ri registra la prima distanza che sarà poi oggetto del negoziato. La settimana di quattro giorni coinvolgerebbe infatti il solo personale degli uffici e non quello dello sportello. Mentre i sindacati vorrebbero che la possibilità fosse estesa a tutti i 74.265 lavoratori italiani di Intesa (sui 96.723 totali), compresi quelli delle filiali.

«L'autorizzazione - precisa inoltre Intesa nella documentazione - potrà essere concessa solo compatibilmente con le esigenze tecniche, organizzative e produttive aziendali e le richieste avanzate saranno riscontrate, anche negativamente, entro la fine del terzo mese successivo alla domanda».

Comunque vada questa iniziativa del gruppo bancario guidato da Carlo Messina ha smosso le acque. Ed alzato l’attenzione sul tema del lavoro, che dopo la pandemia ed ora con le necessità impellenti di ottimizzare i consumi energetici a causa dell’aumento dei prezzi e dell’eventuale probabile carenza di gas che attende l’inverno delle aziende e delle famiglie italiane, riporta di attualità temi di flessibilità lavorativa.

La "mini" settimana di quattro giorni si sta diffondendo sempre di più nella nuova era del lavoro ibrido e smart post Covid, dove le formule di armonizzazione tra la vita familiare e quella lavorativa sono diventati uno degli elementi che spingono alla mobilità lavorativa con il fenomeno ormai certificato delle grandi dimissioni.

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