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Wartsila, sindacati contro la chiusura del sito di Trieste: chiesto un tavolo ministeriale

Per Fim, Fiom e Uilm le motivazioni dell’azienda alla dismissione della produzione di motori a San Dorligo della Valle sono «pretestuose»

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No alla chiusura dello stabilimento di Trieste, sì a un tavolo ministeriale da convocare immediatamente. Lunedì si è svolto l’incontro tra la direzione aziendale Wartsila e il coordinamento nazionale di Fim Fiom Uilm. L’incontro è stato il proseguo di quello dello scorso 25 ottobre.
La direzione aziendale – riposta un comunicato delle sigle sindacali – ha fornito informazioni sull'andamento economico e produttivo, riproponendo le ragioni della chiusura rispetto a un mercato, quello della produzione di motori, che va restringendosi. Il gruppo, inoltre, ha «confermato la revoca del contratto infragruppo per la produzione di motori con effetto per Trieste dal 1° gennaio 2023 inviata il 30 giugno 2022; aggiornato il dato sugli organici del gruppo e per singolo sito, che presentano una mobilità interna di 22 dipendenti dall’area DCT ad altre funzioni e mantenuto gli addetti complessivi a 1150; manifestato l'intenzione di pianificare transitoriamente, per un breve periodo, nuove commesse in produzione condizionata alla consegna di parte dei motori già completati».


Per conto proprio il coordinamento Fim, Fiom, Uilm «ha respinto qualsiasi ipotesi di dismissione della produzione di motori a Trieste ritenendo pretestuose e non condivisibili le motivazioni aziendali; considerato incompleta l’informativa aziendale anche perché priva di qualsiasi riferimento all’attività e ai business complessivi del gruppo e alle prospettive dei singoli siti di Trieste, Genova e Napoli; invitato l’azienda a continuare a produrre immettendo nuovi ordini di lavoro su Trieste».

«Per quanto sopra il Coordinamento nazionale Fim, Fiom, Uilm ritiene indispensabile attivare il tavolo ministeriale, come da richiesta di incontro del 2 novembre scorso inviata al ministro Urso – si legge nella nota – anche per avere conoscenza delle azioni che il Ministero intende produrre a sostegno della produzione di motori marini e terresti nel sito di Bagnoli, considerato che, unanimemente alle posizioni sostenute dal presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, dai parlamentari neo eletti nei collegi triestini e dalle forze politiche, si ritiene strategica questa produzione per la filiera della cantieristica e il sistema manifatturiero italiano».

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