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Electrolux annuncia gli esuberi: saranno 76 a Porcia e 25 a Susegana. Non rinnovati 300 lavoratori in scadenza

Il sindacato: solo uscite volontarie e incentivate. In Italia il numero complessivo è di 222 tagli. Rischio cassa integrazione nel 2023

Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Sono 222 gli esuberi annunciati da Electrolux per l'Italia durante un incontro con i sindacati. I tagli al personale più consistenti saranno assorbiti dagli stabilimenti di Porcia che vedrà la fuoriuscita di 40 impiegati e 36 operai (10 dei quali nel magazzino ricambi), e Forlì che invece vedrà un taglio di 19 impiegati e 77 operai. Esuberi per 25 impiegati a Susegana mentre i tagli interesseranno 10 impiegati a Solaro in provincia di Milano. Il sito è per altro protagonista di un processo di investimento che nei prossimi anni vedrà l'azienda spendere circa 102 milioni di euro per ammodernare le linee produttive. A Cerreto saranno 5 gli impiegati in uscita mentre ad Assago gli esuberi saranno due.

L'operazione punta ad essere conclusa entro il primo trimestre del 2023 e prevede l'utilizzo lo strumento della Naspi incentivata. La trattativa proseguirà nei singoli stabilimenti.

«Si tratta di un piano che prevederà uscite solo volontarie e incentivate per una cifra complessiva, 222 esuberi, che è quasi di un terzo inferiore a quella preventivata di 300». Così il segretario della Fim Cisl del Friuli Venezia Giulia Giovanni Piccinin alla fine dell'incontro tra i vertici di Electrolux Italia e le rappresentanze sindacali nazionali. «Il contesto è quello di una contrazione della domanda da parte dei consumatori - ha aggiunto Piccinin - Il 10 e il 17 gennaio ci incontreremo ancora con l'azienda per individuare gli esuberi per singola funzione e stabilimento così lavorando a percorsi di fuoriuscita in grado di accompagnare lavoratori vicino alla pensione.

Una soluzione soft che deve vedere però l'azienda proporre incentivi congrui ad un percorso comunque difficile e costoso per i lavoratori e le loro famiglie». Non si esclude per il 2023 l'attivazione di percorsi di cassa integrazione negli stabilimenti italiani della multinazionale dell'elettrodomestico.

«A questi numeri vanno aggiunti i contratti a termine in scadenza che, sommando tutti gli stabilimenti, sono più di 300, alcuni dei quali scadranno entro fine anno – aggiunge la Fiom Cgil nazionale – È evidente che Electrolux soffre il calo nel mercato europeo che accomuna tutti i produttori e di conseguenza anche le previsioni per il 2023 sono caute.

Per la gestione degli esuberi ad oggi dichiarati, per quanto ci riguarda, non esiste alternativa all'uso degli ammortizzatori conservativi con eventuale previsione di uscite volontarie anche e soprattutto per favorire l'uscita di chi è prossimo (nel biennio) alla pensione.

Nella seconda parte della giornata si è approfondito il capitolo sugli investimenti su Solaro. Gli investimenti, che saranno subordinati ad un accordo sindacale sul numero di pezzi/ora, ammontano a 102,6 milioni di euro, tra nuovo prodotto e processo.

L'azienda ha fornito una serie di elementi di dettaglio sul come, a parità̀ di saturazione di tempi di lavoro, si potrebbero fare 118 pezzi ora, a fronte dei 90 di oggi.
Miglioramento di indici ocra, con la scomparsa di quelle funzioni "rosse" attraverso maggiori automazioni, più avvitatore autoalimentati, rulliere più lunghe, aggiunta di personale sulle linee e altro».

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