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PROGETTO LE VILLAGE

Le Village, ecco Dabo la start up che ha brevettato un nuovo sistema di sanificazione

Una nuova tecnologia per la sanificazione profonda di superfici e prodotti in grado di ridurre sia i tempi che la rischiosità dell’uso di prodotti chimici alternativi

RICCARDO SANDRE
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

Una nuova tecnologia per la sanificazione profonda di superfici e prodotti in grado di ridurre sia i tempi che la rischiosità dell’uso di prodotti chimici alternativi.

È questa la proposta che la startup Dabo, costituita solo nel settembre 2021 fa al mercato della trasformazione alimentare come a quelli della distribuzione automatica di bevande, al settore dell’occhialeria e degli accessori moda, dell’abbigliamento.

«Tutto è nato con il Covid» spiega Stefano Bottesin, socio fondatore assieme a Paola Brun e Andrea Bortollotto di Dabo. «Con alcuni amici stavamo pensando di produrre in serie mascherine chirurgiche sterili per fare fronte all’emergenza del periodo. Il problema però non era tanto la produzione della mascherina in sé, quanto quello della sterilizzazione del prodotto. Abbiamo tentanto con le radiazioni Uv-c ma i tempi per ottenere la sterilizzazione non erano consoni ad una produzione in serie. Ecco allora che ho provato ad associare alle radiazioni Uv-c alcune procedure di campo magnetico. Abbiamo quindi deciso di testare i primi prototipi all’Istituto di Microbiologia di Padova. È stato un successo: gli agenti batterici e i virus venivano azzerati grazie a pochi secondi di trattamento».

Bottesin e la microbiologa Paola Brun decidono dunque di brevettare il sistema e iniziano a ragionare di come introdurre sul mercato il loro prodotto.

Nasce così, nel settembre del 2021, la startup Dabo che vede tra i soci fondatori anche Andrea Bortolotto, attuale consulente legale della società.

Un percorso che ha visto il sessantenne Stefano Bottesin investire in proprio, tempo e denaro nella realizzazione di un progetto capace di catalizzare l’attenzione di partner diventati soci dell’azienda dopo essere stati semplici fornitori del percorso creativo del fondatore.

«I dati e i test realizzati dall’Istituto di Microbiologia ci fanno credere di avere per le mani un prodotto che è un unicum per quanto riguarda i risultati della sanificazione sia in merito ai tempi di esposizione necessari che per la percentuale di presenza di agenti residui dopo il trattamento» spiega il fondatore di Dabo.

«I nostri prototipi sono utilissimi nel settore della trasformazione alimentare, ma che nel mondo dei retailer dell’occhialeria, in quello degli accessori moda e dell’abbigliamento come pure per garantire standard di sicurezza sanitaria nei distributori automatici di cibi e bevande, sulle pulsantiere dei bancomat, sugli schermi touch e così via».

Pure se il prodotto è attualmente in piena fase di sperimentazione, Dabo viene notata dal circuito di Le Village che sceglie di scommettere sul progetto inserendo la startup nella scuderia di Le Village by CA Triveneto.

«Grazie a Le Village» conclude Bottesin «ci aspettiamo trovare nuovi investitori ma siamo attentissimi ai suggerimenti relativi ai percorsi e alle strategie di crescita che ci sono offerti, convinti come siano che il nostro prodotto abbia potenzialità enormi».

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