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Dai surgelati alle auto passando per il pellet: Top 500, le aziende di Pordenone alla sfida della sostenibilità

L’Electrolux Innovation Factory di Porcia ha ospitato lunedì pomeriggio la prima tappa in Friuli Venezia Giulia. Prossimi appuntamenti mercoledì a Trieste e giovedì a Udine

Elena Del Giudice
Aggiornato 4 minuti di lettura

Top 500 arriva in Friuli Venezia Giulia. Il ciclo di eventi dedicato alle maggiori imprese dei territori, che nel Veneto ha toccato Padova, Venezia, Treviso e ieri Belluno, è arrivato lunedì 21 novembre a Pordenone, mercoledì 23 sarà a Trieste e giovedì 24 a Udine. Venerdì 25 novembre, poi, in allegato con il Messaggero Veneto, verrà distribuito gratuitamente l’inserto di 64 pagine Top 500 Friuli Venezia Giulia.

L’appuntamento

Top 500 è la fotografia delle principali aziende del Nordest, con analisi, classifiche e le storie degli attori dell’economia del territorio. Attraverso Nordest Economia, hub tematico dedicato, il Gruppo editoriale Gedi promuove queste ricerche insieme a PwC Italia e con la collaborazione di Università di Padova, Ca’ Foscari Venezia e Fondazione Nord Est. L’appuntamento pordenonese è dedicato alla sostenibilità.

Ad aprire i lavori lunedì pomeriggio alle 17.30 a Porcia, all’Electrolux Innovation Factory sono stati Paolo Mosanghini, direttore del Messaggero Veneto, e Manuel Forte, partner di PwC Italia.  Spazio di confronto con Manuela Soffientini, presidente di Electrolux Italia, e Michelangelo Agrusti, presidente di Confindustria Alto Adriatico.

La tavola rotonda

Sostenibilità come driver per la crescita e lo sviluppo. È attorno a questo tema che si è svolta la tappa pordenonese di Top 500.

A raccontare come la sostenibilità venga declinata all’interno di alcune delle aziende eccellenti del territorio, intervistate da Roberta Paolini, giornalista di Nordest Economia, Annalisa Sluga, responsabile amministrazione e finanza del Gruppo Rosa, Gianluca Tesolin, Ad di Bofrost, Marco Palazzetti, Ad di Lelio Palazzetti Spa, e Sergio Barel, presidente e Ad del Gruppo Brovedani oltre che presidente del Cluster Comet che rappresenta la metalmeccanica del Fvg.

Nato a Porcia negli anni 60, il Gruppo Rosa, di proprietà della Famiglia Sandrin, vale oggi 150 milioni di euro di ricavi e un migliaio di dipendenti ripartiti in 4 aziende e 8 stabilimenti tra Fvg, Veneto e Polonia. Lo stampaggio di materie plastiche soprattutto per l’elettrodomestico, oltre che per l’industria elettromeccanica, è la sua mission. Clienti sono importanti multinazionali “che ci scelgono – spiega Sluga – per i nostri fattori critici di successo, ovvero una produzione con elevata tecnologia e di ottima qualità che garantiamo con investimenti continui in ricerca e sviluppo, nel prodotto e nel processo, e attraverso collaborazioni con le Università”.

Annalisa Sluga

 

E proprio grazie ad una di queste collaborazioni, il Gruppo Rosa è entrato in un altro settore: il monitoraggio di ponti, viadotti e gallerie. L’impegno sul fronte sostenibilità arrida va spinte interne, etica e richieste dei clienti: “è un impegno preciso quello di essere sempre al passo con i tempi, di garantire standard elevati di sostenibilità, che si traduce in innovazione – ancora Sluga – finalizzata a mantenere e conquistare quote di mercato, e anche creare barriere all’ingresso di nuovi competitor”. Il Gruppo Rosa ha scelto di localizzare insediamenti produttivi vicini alle sedi dei propri clienti, “e questo ha fatto sì di ridurre i costi di trasporto ed anche quelli connessi agli imballaggi”. Investimenti poi, anche sul fronte energetico.

Gianluca Tesolin

 

Con un milione di clienti serviti, BoFrost è la principale realtà produttiva italiana attiva nei surgelati, a cui oggi somma anche i prodotti freschi, consegnati a domicilio. Qui l’attenzione alla qualità dei prodotti è massima: “Sono stringenti gli standard richiesti sui prodotti vegetali – racconta l’ad Giuanluca Tesolin – rispetto ai residui chimici tollerati, 100 unità in meno rispetto a quanto prevede la normativa, i prodotti del mare devono arrivare da pesca sostenibile, quelli di origine animale portano con sé certificazioni sul benessere animale. Per tutti stardard qualitativi sulle condizioni di lavoro”. Ma servirà tempo - e una modifica legislativa – per far viaggiare i prodotti BoFrost su mezzi elettrici. “L’offerta di mezzi è oggi molto carente – spiega l’Ad – ma anche ci fosse, il costo è di tre o quattro volte superiore a un mezzo alimentato a diesel, e questo rende difficile l’approccio a meno che, come accade in Germania, non ci sia un intervento dello Stato che oggi copre l’80% del maggior costo tra un mezzo con motore endotermico e uno con motore elettrico”.

Sergio Barel

 

Brovedani è inserita nella filiera automotive che sta vivendo anch’essa una trasformazione epocale legata all’annunciato addio al motore endotemico. “A cui sommiamo i problemi di una riconfigurazione delle filiere in seguito alla de-globalizzazione avviata dalla pandemia – spiega Sergio Barel, presidente e Ad del Gruppo - . Per noi che ci occupiamo di meccanica di precisione, c’è il tema del riposizionarsi in altri settori e nuovi buisiness, cosa che stiamo già facendo guardando ad altre aree del sistema industriale come la climatizzazione”. Il contesto più generale impone “la rinascita di filiere che in passato avevamo delegato ad altri, ed è un fenomeno a cui guardare con attenzione, soprattutto noi che siamo ben posizionati sia in Italia, che nell’Est Europa che in Nord America”. Con una grande attenzione “agli aspetti legati alla sostenibilità, che sono da sempre uno dei nostri driver di crescita”.

Secondo Barel, gli scenari stanno cambiando “e ogni impresa verrà chiamata a modificarsi, orientandosi verso il prodotto, e non solo componenti, imparando a fare alleanze: una grande sfida che va colta rapidamente”. Quella degli Usa “che ritenevano si potessero avere le fabbriche lontane, mantenendo la testa, si rivelata essere un’illusione – conclude Barel – perché prima o poi la testa la si perde. Vanno riportate a casa le fabbriche e anche le teste”.

Marco Palazzetti

 

La corsa dei prezzi dell’energia ha spinto, nella prima parte dell’anno, i prodotti e sistemi di riscaldamento alimentati da energie diverse da gas ed elettricità: stufe e caminetti. Sistemi che funzionano con materie prime rinnovabili, quando non riqualificando ciò che un tempo era rifiuto, la segatura trasformata in pellet. Palazzetti è un’azienda familiare che nel tempo è cresciuta (oggi realizza 80 milioni di ricavi con circa 260 dipendenti) e si è orientata al mercato internazionale, “tanto che esportiamo – racconta l’Ad Marco Palazzetti – il 70% del nostro fatturato”. Un settore in corsa, ma una corsa anomala “sostenuta dal timore di non sapere come scaldarci, che è arrivato quest’anno con la questione prezzi dell’energia – ricorda Palazzetti – e che fa del ’22 un altro anno anomalo dopo i precedenti”.

I prezzi, anche qui, di legna e pellet sono volati, “confidiamo che nel ’23 la situazione si stabilizzi”. “Noi ci vediamo come parte di una filiera che inizia da una gestione forestale sostenibile che recupera la materia prima legno per un utilizzo nobile valorizzandone gli scarti per l’energia. Siamo un ingranaggio – conclude Palazzetti – di un’economia circolare e sostenibile”.

I numeri

Nel 2021 l’economia del Friuli Venezia Giulia, come rappresentata dai bilanci delle imprese Top 500, è stata oggetto della forte ripresa post-pandemia che ha coinvolto l’intera economia globale, registrando ricavi aggregati consolidati pari a 52 miliardi, in aumento del 38,8% rispetto al 2020. Dall’analisi dei bilanci 2021 emerge anche che il reddito della gestione operativa (Ebitda) ha registrato un incremento, a livello aggregato, pari a 1,3 miliardi rispetto al 2020 (3,8 miliardi nel 2021).

L’altro evento

I prossimi appuntamento in FVG saranno mercoledì a Trieste e infine giovedì a Udine, nella sede di Cafc Spa in viale Palmanova, sempre alle 17.30. Quest’ultimo evento è dedicato alla finanza straordinaria (iscrizione all’indirizzo web eventi-live.gedidigital.it). Fra gli ospiti Gianpietro Benedetti, presidente di Confindustria Udine, Fabio Innocenzi, amministratore delegato di Banca Finint, e quattro imprenditori o manager friulani: Luisa Citossi, amministratore del Gruppo Aussafer Due, Paolo Copetti, cfo della Icop, Mario Toniutti, ad del Gruppo Illiria, e Cristina Mattiussi, delegata della Commissione Innovazione di Confindustria Udine a Progetto Startup.

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