Un'App per lavorare meglio: l'hanno inventata tre giovani imprenditori veneti selezionati dall'iconica factory della Silicon Valley

E' nata Akiflow, semplifica il lavoro raccogliendo in un’unica piattaforma digitale tutte le principali app. Per la nuova startup i primi 150 mila dollari e l’interesse di 1.800 investitori

PADOVA. Una sola piattaforma digitale attraverso cui gestire tutte le app che normalmente utilizziamo per organizzare il business di ogni giorno. Dal calendario alle mail, alle numerose applicazioni gestionali, al semplice motore di ricerca. Si chiama Akiflow ed è il risultato del percorso di accelerazione al quale tre giovani imprenditori italiani, Nunzio Martinello, Nicola Possagnolo e Sebastiano Favaro sono stati sottoposti da Y Combinator, l’iconico acceleratore di startup in Silicon Valley in cui sono nate aziende come Dropbox, Airbnb, Stripe, Twitch e Coinbase.

«Essere stati selezionati da Y Combinator è per noi un motivo di grande orgoglio»,  dice Nunzio Martinello, CEO di Akiflow,  «Far parte della più importante community di founder al mondo certifica la qualità del lavoro fatto in questi anni con le startup attraverso Noonic, la società di consulenza strategica digitale nata nel 2011 e attiva tra Italia, Inghilterra e India. Avere la possibilità di lavorare nell’acceleratore più importante al mondo è stato per noi una ulteriore occasione per crescere e ampliare ancor di più i nostri orizzonti di conoscenza e di business».

Nell’élite delle startup

Unica idea made in Italy, per il team guidato da Martinello, Possagnolo e Favaro, essere entrato a far parte dell’acceleratore californiano è un importante riconoscimento internazionale che pone i giovani imprenditori – recentemente premiati da Forbes nella classifica dei migliori Under 30 - tra le figure più rilevanti dell’innovazione del nostro Paese. Entrare in Y Combinator rappresenta infatti uno dei massimi obiettivi di ogni startupper per poi raggiungere il successo. A certificarne il livello, oltre al prestigioso portfolio delle aziende nate al suo interno, sono sufficienti due numeri: un valore delle imprese valutato cento miliardi di dollari e un denso filtro d’ingresso, con solo l’1,5% di startup ammesse.

Il programma di accelerazione di Y Combinator ha una durata di tre mesi durante i quali gli startupper seguono un processo formativo ad altissimo livello e consente di presentare la soluzione tecnologica a 1.800 investitori provenienti da ogni parte del mondo. Un trampolino di lancio che ha già avuto una rilevante spinta economica attraverso un finanziamento di 150 mila dollari; altri investimenti arriveranno a breve visto il crescente interesse da parte di soggetti provenienti anche del nostro Paese.

La soluzione tecnologica

Akiflow è una piattaforma che permette di lavorare in modo più efficace e veloce. In un unico ambiente digitale sono raccolte infatti le principali informazioni che normalmente vengono utilizzate nel corso della giornata, dalle e-mail al calendario, passando per le app gestionali e di archiviazione dei dati in cloud. La soluzione tecnologica consente quindi di risparmiare fino al 95% del tempo per eseguire attività online e di raggiungere così una produttività dieci volte superiore alla media. «Crediamo che il valore delle persone all’interno dei business sia la capacità di pensare e prendere delle decisioni», dice Sebastiano Favaro,cto di Akiflow, «Purtroppo però la grande quantità di strumenti di lavoro rende complessa l’organizzazione del lavoro stesso e rallenta molto l’esecuzione delle attività in seguito alle scelte. Ecco perché abbiamo pensato di semplificare il tutto con la creazione di Akiflow».

 

Chi sono

Nunzio Martinello, 31 anni, è specializzato in sviluppo di startup e progetti di innovazione. È ceo di Akiflow e fondatore di Noonic, agenzia di consulenza strategica digitale attiva fra Padova, Milano, Londra e Bangalore. Fondata con i due soci Nicola Possagnolo e Sebastiano Favaro nel 2011 a soli 22 anni, Noonic supporta le aziende nel processo di Digital Transformation. 

Ha iniziato a sviluppare software intorno ai 15-16 anni per hobby. Si è poi iscritto a Informatica, mantenendosi con qualche lavoro di sviluppo software da freelance, e a 19 anni ha sviluppato delle app per Facebook che hanno raggiunto circa 250 milioni di utenti. Si è quindi interessato all’advertising online e al marketing digitale. Nel 2011 ha iniziato a collaborare con i’m Watch, startup di Vicenza finanziata da Ennio Doris, occupandosi delle campagne di vendita online, per poi assumere dopo qualche mese il ruolo di responsabile marketing. A Maggio 2012 nasce l’idea di aprire un’agenzia di sviluppo software e marketing digitale, focalizzata sullo sviluppo di progetti innovativi e con una forte propensione verso le nuove tecnologie, metodologie di lavoro e opportunità offerte dal digitale. La società nasce in India, a Trivandrum, dove dal febbraio 2013 apre l’ufficio che in un anno raggiunge 25 persone che vi lavorano, nel 2014 apre la sede italiana tra Milano e Padova, a ottobre 2014 sposta la sede a Bangalore, realtà che rappresenta il secondo ecosistema startup al mondo. Da settembre 2015 decide di potenziare il team italiano attraverso l’assunzione di figure senior di grande esperienza e competenza e riporta in Italia le attività di sviluppo di Noonic aprendo una nuova sede a Padova. Prima di focalizzarsi sul progetto Akiflow, l’imprenditore digitale padovano ha lavorato a Bangalore su più fronti. Da una parte ha seguito lo sviluppo delle startup spinoff di Noonic, dall’altra ha svolto attività di supporto per grandi aziende nel loro percorso innovativo fornendo loro servizi custom-tailored e definendo strategie di performance marketing per l’acquisizione di nuovi clienti.

Sebastiano Favaro, 31 anni, è cto di Akiflow e nel 2011 fondatore di Noonic, agenzia di consulenza strategica digitale attiva fra Padova, Milano, Londra e Bangalore. Ha iniziato a programmare per passione dall’età di 15 anni imparando da subito in modo autonomo le basi di quella che presto sarebbe diventata la sua professione. Lo studio dell’Informatica all’università di Padova gli ha permesso di perfezionare le proprie nozioni e di ampliare ulteriormente le proprie capacità grazie anche alla laurea magistrale ottenuta con una specializzazione in AI. Lo sviluppo di personali applicazioni per Facebook hanno conosciuto in breve tempo la viralità raggiungendo i milioni di utenti del social network più diffuso al mondo. Grazie al successo di Noonic e al suo veloce sviluppo in India si è trovato a gestire con successo team di sviluppatori da remoto riuscendo a coordinare centinaia di progetti in nove anni di attività dell’azienda. Progetti che si sono concretizzati in piattaforme scelte poi da migliaia di persone. Dopo il successo ottenuto in India, il suo è stato il primo caso di reshoring (il rientro di attività produttive prima delocalizzate all’estero) da parte di una startup digital. Assieme a Nunzio Martinello e Nicola Possagnolo ha fondato Akiflow.

 

Nicola Possagnolo, 31 anni, è specializzato in marketing advisoring and digital strategy. Si occupa della definizione di strategie di monetizzazione online e lavora con alcune tra le più importanti realtà del mondo Fintech - come Agos e Illimity - e Food per le quali svolge il ruolo di innovation advisor. Dopo un’esperienza a Fabrica, il centro creativo del Gruppo Benetton, fonda Noonic la sua prima società a 22 anni in India, per aprire successivamente le sedi di Padova, Milano, Londra e Bangalore. Lo sbarco a Bangalore, la «Silicon Valley» indiana, è datato febbraio 2013; nel Paese indiano Possagnolo è arrivato a gestire un team di 25 persone. Poi, in seguito alla crescita del business in Europa e alla necessità di sviluppare nuovi prodotti, molto più complessi sotto il punto di vista del design, decide di tornare ad investire in Italia. Il suo è stato il primo caso di reshoring (il rientro di attività produttive prima delocalizzate all’estero) da parte di una startup digital. Nel giugno del 2017 porta le sue competenze di digital marketing all’interno di un ristorante, il Zanze XVI, un progetto in cui è coinvolto un gruppo di imprenditori veneti: da Alberto Baban, a Luca Marzotto e Ferdinando Businaro, alla ditta Bortolo Nardini, Pietro Maria Terzano e Massimiliano Zacchello. Nel 2018, assieme a Fiera Bolzano, dà vita a «Italian Data Flavour», la prima ricerca che, attraverso un puntuale studio dei dati, analizza il grado di digitalizzazione della ristorazione stellata italiana e dei consorzi di tutela.