Il Veneto si candida a diventare European Digital Innovation Hub: la palla passa al Mise

Sul piatto sette miliardi di euro per i prossimi cinque anni. A sostenere la richiesta - capofila il Competence Center c’è una cordata di cui fanno parte tra gli altri Infocamere, Unioncamere Veneto, Confindustria Siav, Confartigianato Vicenza, Intesa Sanpaolo, Univeneto, T2i, Area Science Park, Parco Galileo

PADOVA.  Il Veneto si candida a diventare European Digital Innovation Hub, cioè uno dei centri ricerca digitali e tecnologici più avanzati d’Europa. A tempo di record – la chiusura del bando era il 24 settembre scorso – il Competence center SMACT ha presentato la propria candidatura al Ministero dello Sviluppo economico, dopo aver già ottenuto la validazione e il supporto dalla Regione Veneto. A sostenere la richiesta c’è una cordata di cui fanno parte tra gli altri - oltre al Competence center SMACT che ne è capofila -, Infocamere, Unioncamere Veneto, Confindustria Siav, Confartigianato Vicenza, Intesa Sanpaolo, Univeneto, T2i, Area Science Park, Parco Galileo.

L’annuncio è stato dato durante l’evento DIGITALmeet “Il ruolo degli European Digital Innovation Hub nei processi di trasformazione digitale delle PMI”, organizzato con l’Università di Padova, a cui erano presenti Fabrizio Dughiero (presidente SMACT), Matteo Faggin (Direttore SMACT), Laura Bruni (Schneider Electric), Giovanni Pavan (TIM), Stefano Firpo (Medio credito), Michele Romano (Sanmarco Informatica), Walter Vendraminetto (EdaLab), Fabio Cappellozza (Presidente Considi). “Si è riusciti a fare squadra tra enti, associazioni, università e imprese – ha detto Gianni Potti, founder DIGITALmeet -. È un segnale importante perché, come sappiamo, non è mai una cosa semplice”.

Gli European Digital Innovation Hub, che hanno come obiettivo agevolare e implementare la trasformazione digitale, ancora molto in ritardo, delle piccole e medie imprese, avranno a disposizione un “tesoretto” di 7,2 miliardi di euro per i prossimi 5 anni. L’Italia ne potrà creare da un minimo di 21 (quante sono le regioni) ad un massimo di 28 (alcuni possono essere trasversali, ad esempio sulla digitalizzazione della PA). Le candidature arrivate al ministero sono 60, numero che sarà soggetto ad una selezione, dopodiché le prescelte potranno partecipare alla selezione europea.

“La candidatura veneta è forte e strutturata – spiega Fabrizio Dughiero, protettore dell’Università di Padova e presidente del consiglio di gestione di SMACT –, abbiamo scelto un tema articolato: il nostro focus tecnologico sarà sull’intelligenza artificiale in continuità con le competenze di SMACT (AIoT) e del network, assieme al tema della blockchain per valorizzare gli aspetti più strategici della cybersecurity applicata all’impresa 4.0. Mentre il focus settoriale sarà sulle specializzazioni del Veneto, cioè Agrifood, Manufacturing, Creative industries e Sustainable living”.

In pratica, il Competence center veneto potrà essere in grado di portare in Europa il frutto del lavoro che sta già facendo da anni: dalla formazione pratica per le Pmi al supporto attraverso il co-finanziamento, all’attivazione dei live-demo, ovvero luoghi fisici, vere e proprie fabbriche di prova, dove le Pmi potranno sperimentare le loro tecnologie e testare i loro brevetti prima di metterli effettivamente in produzione. Lo SMACT sta già finanziando la creazione di 5 live-demo (2 in Veneto, 2 in Trentino e Alto Adige, 1 in Friuli Venezia Giulia) che saranno operativi nella prossima primavera.