Lo Spin off dell'università di Padova che va a caccia di raggi cosmici sottoterra

La start up Finapp mette a frutto le conoscenze della fisica teoricaper rilevare l'umidità del suolo e individuare la presenza di acqua

PADOVA. Finapp (Fisica Nucleare Applicata) si fa largo nei mercati internazionali. Lo spin off del Dipartimento di Fisica dell'Università di Padova, incubato in Start Cube, punta a nuove commesse grazie alla tecnologia che sfrutta i raggi cosmici per la rilevazione dell'umidità del suolo.

Gli utilizzi dell'iniziativa "made in Bo" interessano non solo l'agricoltura, ma anche la valutazione delle riserve idriche trasformate in neve e ghiaccio sulle montagne, la programmazione delle centrali idroelettriche, l'identificazione di perdite idriche lungo gli acquedotti.

A idearla Luca Stevanato, 35 anni, con il supporto dei colleghi di dipartimento Marcello Lunardon e Sandra Moretto, soci di Finapp assieme all'imprenditore Angelo Amicarelli. Costituita in società nel 2018 dopo aver partecipato al Premio StartCup Veneto 2017, Finapp è attiva sul mercato dall'inizio di questo difficilissimo 2020, anche grazie al supporto di Start Cube, l'incubatore universitario d'impresa del Parco Scientifico e Tecnologico Galileo Visionary District.La tecnologia punta a rivoluzionare il settore.

Fino a un paio di anni si utilizzavano infatti rilevatori di neutroni molto costosi e pericolosi. Ovvero un gas di scarto dell'arricchimento del plutonio, un prodotto relativamente a buon mercato durante la Guerra Fredda, ma oggi di difficile reperimento e pericoloso.

«La tecnologia è competitiva sui mercati internazionali perché valida, sicura, a impatto ambientale zero e molto più economica di quelle tradizionali - spiega l'amministratore unico di Finapp, Luca Stevanato -. Siamo convinti che ci sia un considerevole potenziale commerciale in questo progetto su cui stiamo lavorando grazie al supporto di Start Cube e di una squadra di sette professionisti tecnici di altissimo livello».

La società punta ai 300 mila euro di fatturato nel 2022. A febbraio scorso la società padovana ottiene la sua prima commessa per utilizzare la tecnologia a supporto della ricerca perdite lungo gli acquedotti di Bologna. Ad agosto arriva una commessa dal Vietnam. Durante l'estate la società, valutata 1,3 milioni di euro, riceve un finanziamento di private equity da 200 mila euro dal fondo lussemburghese Progress Tech Transfer. --

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